martedì 23 maggio 2017

Controllo Mentale nei Mass Media (PNL, Propaganda)


Controllo Mentale nei Mass Media (PNL, Propaganda

di The Vigilant Citizen
Traduzione di Anticorpi.info

I mass media rappresentano il più potente strumento mai usato per il controllo mentale e il plagio delle masse. 'Ispirano" opinioni e azioni, e definiscono ciò che sia da ritenere normale.

Questo articolo esaminerà il funzionamento dei mass media attraverso il pensiero dei loro maggiori teorici, la loro struttura di potere e le tecniche che utilizzano, al fine di comprendere il loro vero ruolo nella società.

Molti articoli di questo sito analizzano i simboli occulti celati nella cultura popolare. Da tali articoli emergono domande legittime in merito alle finalità di tali simboli e le motivazioni di coloro che li hanno "integrati" in quei contesti.

Ebbene, per me è impossibile fornire delle risposte senza menzionare diversi altri concetti e fatti. Ho quindi deciso di scrivere un articolo che fornisca le basi teoriche e metodologiche e consideri le tematiche addotte dai principali studiosi della comunicazioni di massa.

Qualcuno penserà che voglia uscirmene con discorsi del tipo: "Lady Gaga vuole controllare le nostre menti". Naturalmente non è così. Lei è solo una piccola componente dell'enorme meccanismo che è la comunicazione di massa.

PROGRAMMAZIONE ATTRAVERSO I MASS MEDIA
 
I media sono strumenti di comunicazione progettati per raggiungere il maggior numero di persone possibili. Includono televisione, film, radio, giornali, riviste, libri, dischi, videogiochi ed internet. Molti studi sono stati condotti nel secolo scorso per individuare le più efficaci tecniche con cui tali forme di comunicazione influiscono sulla popolazione. Da tali studi è emersa la scienza della comunicazione, utilizzata nel marketing, nelle relazioni pubbliche e nella politica. La comunicazione di massa è uno strumento necessario per assicurare la funzionalità di una democrazia, ma è altrettanto irrinunciabile per una dittatura. Dipende tutto dall'utilizzo che ne viene fatto.

Nella prefazione del 1958 per il saggio A Brave New World, Aldous Huxley dipinge un cupo ritratto della società. Egli ritiene che sia controllata da una 'forza impersonale'; una elite che manipola la popolazione con diversi mezzi.

"Forze impersonali su cui non abbiamo alcun controllo sembrano spingerci verso il nuovo incubo del dominio mondiale, e questa spinta impersonale è accelerata da organizzazioni mercantili e politici che hanno sviluppato una serie di nuove tecniche per manipolare, nell'interesse di qualche minoranza, i pensieri e i sentimenti delle masse."
Aldous Huxley, Prefazione di A Brave New World.
Le prospettive poco rosee di Huxley non sono ipotesi o un delirio paranoico. E' un fatto documentato dai più importanti studiosi del fenomeno mass media.

Di seguito, vado a citare alcuni di essi:

STUDIOSI DEL FENOMENO.

Walter Lippman
Lippmann, intellettuale americano, scrittore, due volte premio Pulitzer, fu uno dei primi a produrre uno studio sull'utilizzo dei mezzi di comunicazione di massa in America.

In Public Opinion (1922), paragonò le masse ad un 'gregge disorientato' che ha bisogno di essere guidato da una classe dirigente. Descrisse tale elite al governo come 'una classe specializzata i cui interessi vanno al di là della località, composta da esperti e burocrati.'

Secondo Lippmann gli esperti, spesso indicati come 'elite', sarebbero una sorte di macchina di conoscenza che correggerebbe il difetto fondamentale della democrazia, ossia l'ideale impossibile di un 'cittadino onnicompetente.' La manipolazione del 'gregge disorientato' ha una funzione: far si che il cittadino partecipi alla vita sociale come 'spettatore interessato', ma non attivo. La partecipazione attiva sarebbe doverosa solo per 'l'uomo responsabile', cosa che il cittadino medio non è.
I mass media e la propaganda sono quindi strumenti che devono essere utilizzati dalle élite per governare il popolo senza dover ricorrere alla coercizione fisica. Un importante concetto sottolineato da Lippmann attiene la 'costruzione del consenso', cioè la manipolazione in grado di indurre l'opinione pubblica ad accettare l'ordine del giorno delle elite. È opinione di Lippmann che il cittadino non sia qualificato per ragionare e decidere su questioni importanti. Risulta perciò imprescindibile per le elite assumere decisioni 'per il bene collettivo' e poi 'venderle' alle masse..

"Nessuno può negare che la creazione del consenso sia capace di grandi raffinatezze. Il processo che fa sorgere le opinioni pubbliche non è certo meno complesso di quanto non sia apparso in queste pagine, e le ampie possibilità di manipolazione riservate a chi conosca il processo appaiono chiare. Come risultato la scienza psicologica applicata ai moderni mezzi di comunicazione ha trasformato letteralmente il concetto di democrazia. E' in atto una rivoluzione infinitamente più importante di qualsiasi spostamento del potere economico. Grazie alla propaganda, non necessariamente nel senso sinistro della parola, i vecchi capisaldi del nostro pensiero sono diventati modificabili. Non è più possibile, ad esempio, credere nel dogma originario della democrazia, come se le conoscenze necessarie per la gestione delle cose umane possano scaturire autonomamente dal cuore dell'umanità. Tale ordine di pensieri ci espone ad un autoinganno. E' dimostrato che non si possa contare sulle intuizioni o la casualità degli eventi, se si è intenzionati ad affrontare il mondo oltre la nostra portata."
Walter Lippmann, Opinione Pubblica.
E' interessante notare come Lippmann sia stato uno dei padri fondatori del Consiglio per gli Affari Esteri, (CFR) ossia uno dei più influenti tink tank mondiali in materia di politica estera. Questo fatto dovrebbe darvi un piccolo suggerimento su quali debbano essere le finalità dei mezzi di comunicazione, secondo il pensiero delle elite..

"Il potere politico ed economico negli Stati Uniti è concentrato nelle mani di una "classe dirigente" che controlla la gran parte delle multinazionali a base statunitense, i media di comunicazione, le fondazioni più influenti, le principali università pubbliche e private. Fondato nel 1921, il Consiglio per gli Affari Esteri è il legame fondamentale tra le grandi imprese e il governo federale. E' stato definito 'scuola per statisti' e si avvicina ad essere l'organo teorizzato da C. Wright Mills: un gruppo di uomini dalle vedute omogenee che plasmi gli eventi da una posizione nascosta, perciò invulnerabile. La creazione delle Nazioni Unite è un progetto del Consiglio, come lo sono il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale."
Steve Jacobson: Controllo Mentale negli Stati Uniti.
Alcuni attuali membri del CFR sono David Rockefeller, Dick Cheney, Barack Obama, Hilary Clinton, Rick Warren e gli amministratori di grandi aziende come CBS , Nike , Coca-Cola e Visa..

Carl Jung
Carl Jung (correlati) fu fondatore della psicologia analitica (nota anche come psicologia junghiana), la quale analizza la psiche umana tramite i sogni, l'arte, la mitologia, la religione, i simboli e la filosofia. Il terapeuta svizzero introdusse numerosi concetti psicologici odierni, come l'archetipo, il complesso, il personaggio, l'introverso / estroverso e la sincronicità.

La sua opera fu fortemente influenzata dal background occulto della sua famiglia. Carl Gustav, suo nonno, era un avido massone (Gran Maestro) e alcuni suoi antenati furono rosacrociani. Questo potrebbe spiegare il suo grande interesse per la filosofia orientale e occidentale, l'alchimia, l'astrologia e la simbologia. Uno dei suoi concetti più importanti (e fraintesi) è quello di Inconscio Collettivo..

"La mia tesi, quindi, è la seguente: oltre alla nostra coscienza immediata, personale, che riteniamo essere la sola psiche empirica, esiste un secondo tipo di coscienza, universale, impersonale, collettiva, che è identica in tutti gli individui. Questo inconscio collettivo non si sviluppa individualmente, ma è ereditato. È costituita da forme pre-esistenti: gli archetipi, i quali danno forma definita a certi contenuti psichici."
Carl Jung, Il Concetto di Inconscio Collettivo L'inconscio collettivo si evince considerando l'esistenza dei medesimi simboli e figure mitologiche in civiltà diverse. Simboli archetipici che sembrano essere incorporati nel nostro inconscio collettivo, e che suscitano in noi precise reazioni nel momento in cui siamo esposti ad essi. I simboli occulti possono quindi esercitare un grande impatto sulle persone, anche se le stesse persone non sono coscientemente a conoscenza del reale significato esoterico di tali simboli. I grandi teorici dei mass media hanno fondato le loro fortune proprio sullo sfruttamento degli archetipi. .

Edward Bernays
Edward Bernays - il 'padre delle pubbliche relazioni' (v. correlati) - seppe mettere a frutto le teorie dello zio Sigmund Freud per manipolare l'opinione pubblica agendo sul subconscio individuale. Bernays condivideva le idee di Walter Lippmann in merito ad una popolazione irrazionale guidata solo dallo "istinto del gregge". A suo parere, era necessario che le masse fossero manipolate da un governo invisibile, per assicurare la salute della democrazia..

"La manipolazione cosciente e intelligente delle abitudini organizzate e delle opinioni delle masse è un elemento importante nella società democratica. Quelli che manipolano questo meccanismo invisibile della società formano un governo invisibile che è il vero potere dominante del nostro paese.Noi siamo governati, le nostre menti sono modellate, i nostri gusti formati, le nostre idee suggerite, in gran parte da uomini che non abbiamo mai sentito nominare. Questo è il logico risultato dell'a nostra organizzazione di stampo democratico. Ed un gran numero di persone devono cooperare in tal senso se si desidera convivere in una società ben funzionante. I nostri governanti, in molti casi, ignorano l'identità dei loro colleghi del "governo interno."
Edward Bernays, Propaganda
Le campagne di Bernays sconvolsero il funzionamento della società americana. A Bernays dobbiamo ciò che definiamo 'consumismo', cioè la cultura dell'acquisto di beni per il piacere dell'atto, anziché per la soddisfazione di reali bisogni. Per questo motivo, Life Magazine lo ha inserito nella classifica dei 100 americani più influenti del 20° secolo.

Harold Lasswell

Nel 1939-1940, l'Università di Chicago tenne alcuni seminari in materia di comunicazione occulta. Gruppi di studio furono finanziati dalla fondazione Rockefeller e coinvolsero i ricercatori più importanti nei settori della comunicazione e della sociologia. Tra di essi vi era Harold Lasswell, tra i principali politologi e teorici della propaganda USA. Ovviamente anche egli era convinto che un governo democratico non sia sostenibile senza una elite che plasmi l'opinione pubblica.

Nella sua Enciclopedia delle Scienze Sociali, Lasswell spiegò che quando le elite non hanno la forza necessaria per costringere all'obbedienza, allora devono rivolgersi a 'nuove tecniche di controllo', che in parte si concretizzano nella propaganda. Il tutto coronato dalla solita motivazione secondo cui le masse sarebbero stupide e ignoranti e sia impensabile affidarsi al dogmatismo democratico che vorrebbe gli uomini capaci di autogovernarsi.

Nel saggio Contenuti della Comunicazione Lasswell spiega che per comprendere il senso di un messaggio (ad esempio un film, un discorso, un libro , ecc), si debba tener conto della frequenza con cui in esso compaiono alcuni simboli, le modalità con cui i simboli influiscono sul parere del pubblico, e l'intensità dei simboli utilizzati.

Lasswell era famoso per il suo modello di analisi dei media basato su:

"Chi (dice) Che Cosa (a) Chi (in) Che Modo (con) Quale Effetto." .

Questo modello indica che per analizzare correttamente del materiale mediatico bisogna guardare chi lo ha prodotto (le persone che hanno ordinato la sua creazione), quale sia il suo scopo (il target) e quali siano gli effetti desiderati (informare, convincere, vendere, ecc) sul pubblico.

ESEMPIO: Un videoclip di Rihanna.
Chi lo ha prodotto: Vivendi Universal
Che cosa: l'artista pop Rihanna
A chi: ai consumatori di età compresa tra 9 e 25,
A che scopo: la vendita dell'artista, della canzone, dell'immagine e del messaggio.

Le analisi di video e film su questo sito pone grande importanza sul "chi ci sia dietro" i messaggi comunicati al pubblico. Il termine Illuminati è spesso usato per descrivere tale elite dirigente occulta. Anche se il termine sembra piuttosto caricaturale e cospirazionistico, descrive adeguatamente le elite e le loro dirette connessioni con le società segrete e le conoscenze occulte.

Tuttavia detesto usare l'espressione 'teoria della cospirazione' per indicare ciò che accade nei mass media. Se tutti i fatti concernenti la natura elitaria del settore sono prontamente disponibili al pubblico, può ancora essere considerata una 'teoria'?

LA STANDARDIZZAZIONE DEL PENSIERO UMANO

La fusione di grandi società messmediatiche negli ultimi decenni ha generato una piccola oligarchia di conglomerati dei media. Ciò che vediamo in tv, la musica che ascoltiamo, i film che guardiamo, i giornali che leggiamo negli USA sono prodotti da cinque società in tutto. I proprietari di questi conglomerati hanno stretti legami con le oligarchie mondiali. Potendo contare sulla forza mediatica, essi hanno il potere di creare nella mente delle persone una visione del mondo unica e coesa, generando una 'standardizzazione del pensiero umano.'

Anche i movimenti considerati marginali sono, infatti, estensioni del pensiero mainstream. Sono gli stessi mass media a produrre le proprie controparti espressione di ribellione (v. correlati). Artisti, creazioni e idee che non rientrano nel tradizionale modo di pensare sono respinti senza pietà e messi al bando dai conglomerati, che ne sanciscono la scomparsa dalle scene..

"Il cinema USA è il maggior vettore inconsapevole di propaganda nel mondo di oggi. Si tratta di un grande distributore di idee e opinioni. Il film può standardizzare idee ed abitudini di una nazione. Perché le immagini sono fatte per soddisfare le richieste del mercato, esse riflettono ed enfatizzano le tendenze popolari, piuttosto che stimolare nuove idee e opinioni. Il film si avvale solo di idee e di fatti che sono in voga. I giornali cercano le notizie più adeguate per i lettori, il cinema fa lo stesso con l'intrattenimento."
E. Bernays, Propaganda. Tutte queste problematiche sono state segnalate come pericoli per la libertà umana nel 1930 dai pensatori della scuola di Francoforte, come Theodor Adorno e Herbert Marcuse. Essi hanno identificato tre principali problemi con l'industria culturale. L'industria può:


- ridurre gli esseri umani allo stato di massa, ostacolando lo sviluppo di individui emancipati, che siano capaci di prendere decisioni razionali.
- sostituire la legittima autonomia e consapevolezza di se nella pigra sicurezza del conformismo.
- avvalorare l'idea che gli uomini in realtà cerchino di sfuggire al mondo assurdo e crudele in cui vivono per perdersi in un ipnotico stato di continua evasione.

La nozione di evasione è ancora più rilevante oggi, con l'avvento dei videogiochi online, film in 3D e Home Cinema. Le masse, costantemente in cerca dello stato dell'arte dello intrattenimento, non fanno che ricorrere a gadget costosi che possono essere prodotti solo dai più grandi gruppi mediatici del mondo. Prodotti contenenti precisi messaggi e simboli i quali altro non sono che propaganda che dona anche svago. L'opinione pubblica è stata talmente ben addestrata ad amare la sua propaganda da spendere interi stipendi per essere esposta ad essa. La propaganda insomma non è più la forma di comunicazione autoritaria o coercitiva adoperata nelle dittature: è diventata sinonimo di divertimento e piacere..

"Per quanto riguarda la propaganda, va detto che i primi sostenitori della alfabetizzazione universale e della libertà di stampa previdero appena due possibilità: la propaganda può essere vera, o falsa. Tuttavia esiste una terza possibile via di sviluppo, specie nelle nostre democrazie occidentali. Un vasto settore delle comunicazioni di massa non interessato a produrre verità o bugie, quanto a produrre irrealtà, irrilevanza. In una parola, non hanno considerato la inclinazione umana verso il superfluo, l'intrattenimento puro."
Aldous Huxley, Prefazione di Brave New World Piccole dosi di propaganda mediatica di norma non sortiscono effetti duraturi sulla psiche. Tuttavia i mass media attuali - i quali sono per definizione onnipresenti - ci cuciono addosso un ambiente di vita che sperimentiamo ogni giorno. Definiscono quale sia la normalità e le situazioni indesiderabili. Come si fa con i cavalli, mettono un paraocchi alle persone, così che possano considerare solo ciò che i media ritengono sia appropriato considerare..

"E' stata la nascita dei mass media a rendere possibile l'uso di tecniche di propaganda su scala sociale. L'orchestrazione di stampa, radio e televisione per creare una influenza continua, duratura, rende invisibile l'influenza della propaganda proprio perché è orchestrata nell'ambito di una realtà fittizia. I mass media costituiscono il legame essenziale tra l'individuo e le esigenze della società tecnologica."
Jacques Ellul.
I motivi per cui i media godono di un tale ascendente sulle masse sono rintracciabili nella vasta quantità di ricerche sulla natura umana che sono state applicate al fenomeno.


TECNICHE DI MANIPOLAZIONE .

Lo scopo di vendere prodotti e idee per le masse ha portato ad una quantità inaudita di studi sul comportamento e la psiche umani. Scienze cognitive, psicologia, sociologia, semiotica, linguistica e altri settori connessi sono stati e sono tuttora utilizzati, mediante gruppi di studio ben finanziati

"Nessun gruppo di sociologi può approssimare gli studi per la raccolta ed elaborazione dei dati sfruttabili. I gruppi di studio dispongono di miliardi da spendere ogni anno per la ricerca e la sperimentazione di reazioni, ed i loro prodotti sono distillati delle esperienze e dei sentimenti di tutta la comunità. "Marshal McLuhan, Le Estensioni dell'Uomo
Tali studi si applicano a pubblicità, film, video musicali e altri mezzi di comunicazione, al fine di renderli il più possibile "identificabili". L'arte del marketing è molto misurata e scientifica pochè deve raggiungere sia l'individuo che la coscienza collettiva. Un semplice video non è mai solo un video. Immagini, simboli e significati sono collocati strategicamente al fine di suscitare un preciso effetto desiderato.

"E' con la conoscenza dell'essere umano, le sue tendenze, i suoi desideri, i suoi bisogni, i suoi meccanismi psichici, i suoi automatismi che affinano le loro tecniche di propaganda."
Jacques Ellul, Propaganda (libera traduzione).
Oggi è raro che la propaganda usi argomenti razionali o logici. Attinge direttamente agli istinti e ai bisogni primordiali dell'essere umano per suscitare una reazione emotiva e irrazionale.

Se tutti noi fossimo continuamente razionali e ragionevoli, probabilmente la metà delle cose che possediamo non le avremmo mai acquistate.

Vi è una precisa ragione se nelle pubblicità rivolte alle donne appaiano spesso neonati e bambini: alcuni studi hanno dimostrato che le immagini dei bambini scatenano nelle donne un bisogno istintivo di nutrire, di prendersi cura e proteggere; in ultima analisi suscita in loro una distorta simpatia nei confronti dello spot.

Il sesso è onnipresente nei mass media in quanto attira e mantiene viva l'attenzione dello spettatore. Si collega direttamente al nostro naturale istinto di riproduzione che - quando attivato - fa passare in secondo piano qualsiasi altro pensiero nel nostro cervello.

PERCEZIONE SUBLIMINALE
Tali messaggi sono in grado di raggiungere direttamente il subconscio degli spettatori senza che nemmeno se ne rendano conto. Questo è lo scopo della percezione subliminale.

La definizione 'pubblicità subliminale' fu coniata nel 1957 dal ricercatore americano James Vicary, che affermò di essere in grado di indurre chiunque a bere Coca-Cola e mangiare popcorn facendo lampeggiare sullo schermo per una frazione di secondo alcuni messaggi, inavvertibili dagli spettatori..

"La percezione subliminale è un processo creato dagli specialisti della comunicazione con cui la gente riceve informazioni e risponde alle stesse informazioni senza alcuna consapevolezza di farlo."
Steve Jacobson, Controllo Mentale negli Stati Uniti
.Questa tecnica viene spesso usata nel marketing. Sappiamo tutti che il sesso vende.


.




Sebbene alcune fonti sostengano che la pubblicità subliminale sia inefficace o addirittura una leggenda metropolitana, l'uso documentato di questa tecnica nei mass media dimostra che molti specialisti del settore ripongono invece molto affidamento in essa. Recenti studi hanno anche provato la sua efficacia, soprattutto quando il messaggio veicolato è negativo.

"Ci sono state molte speculazioni sul fatto che le persone possono elaborare le informazioni emozionali inconsciamente, ad esempio mediante immagini, volti e parole", ha affermato il professor Nilli Lavie, che ha guidato la ricerca. "Abbiamo dimostrato che le persone possono percepire il valore emozionale dei messaggi subliminali e abbiamo dimostrato che le persone sono molto più in sintonia con le parole negative." Fonte
Un esempio famoso di messaggi subliminali nelle comunicazioni politiche è quello dello spot elettorale di George Bush contro Al Gore nel 2000.





Subito dopo il nome di Gore la scritta: "ratti" balenava durante la parola "burocrati".

La scoperta di questo inganno suscitò molto scalpore, e sebbene ancora non esistano precise leggi contro i messaggi subliminali negli Stati Uniti, la cosa ha avuto un forte impatto nel mondo della pubblicità.

Come abbiamo avuto modo di vedere in numerosi articoli di The Vigilant Citizen, nei film e video musicali si fa spesso uso di messaggi semisubliminali per comunicare messaggi ed idee agli spettatori.

DESENSIBILIZZAZIONE

In passato, quando sia stato imposto un cambiamento alla popolazione in forma esplicita, la cosa quasi sempre ha sollevato proteste e insurrezioni. La ragione principale risiedeva nel fatto che i governanti - facendo affidamento sulla comprensione del popolo - esprimevano l'intenzione di effettuare il dato cambiamento. Oggi, se le elite hanno necessità che il popolo accolga il loro ordine del giorno, lo inducono a farlo mediante desensibilizzazione. L'ordine del giorno, che potrebbe andare contro gli interessi pubblici, è lentamente, gradualmente, ripetutamente sottoposto alle masse con il cinema, i video musicali (che lo rendono fresco e sexy) o la notizia (che lo presenta come una soluzione ai problemi di attualità).

. Dopo anni di esposizione camuffata le elite presentano apertamente il concetto che - grazie al lungo processo di programmazione mentale - è accolto nella indifferenza generale, ed accettato passivamente. Tecnica che deriva dalla psicoterapia.

"Le tecniche di psicoterapia - ampiamente praticate e accettate come terapia dei disturbi psichici - sono anche metodi di controllo. Possono essere usate per influenzare pensieri e azioni. La desensibilizzazione sistematica è un metodo utilizzato per sciogliere l'ansia in modo che il paziente (il pubblico) non sia più tormentato da una paura specifica. L'adattamento alle situazioni spaventose è direttamente proporzionale al prolungamento dell'esposizione ad esse."
Steven Jacobson, Controllo Mentale negli Stati Uniti La programmazione intuitiva è riscontrabile spesso nel genere della fantascienza. Esso presenta una specifica immagine del futuro - quella desiderata dalla elite - che lentamente entra a far parte della coscienza collettiva.

Un decennio fa il pubblico fu desensibilizzato sulla guerra contro il mondo arabo. Oggi, la popolazione sta prendendo coscienza di essersi trovata esposta ad un controllo mentale esercitato dagli ideologi del transumanesimo. Questi concetti sono riscontrabili ormai ovunque nella cultura popolare. Questo è ciò che Alice Bailey definisce la "esteriorizzazione della gerarchia": I governanti occulti stanno lentamente diventando riconoscibili.

SIMBOLISMO OCCULTO NELLA CULTURA POPOLARE

Praticamente non esiste una vera letteratura sul simbolismo occulto. Ciò non dovrebbe essere una sorpresa dal momento che il termine stesso: "occulto" significa letteralmente: "nascosto". Nascosto, nel senso di informazione "riservata a coloro che sanno", a coloro i quali siano ritenuti degni di sapere. Non è insegnato nelle scuole né è discusso sui media. E' considerato un fenomeno marginale o addirittura ridicolo da parte del cittadino medio.

La conoscenza dell'occulto non è tuttavia ritenuta ridicola nello ambito delle società segrete. E' anzi considerata sacra e arcana.
C'è una lunga tradizione di discipline occulte tramandate mediante sette segrete risalenti allo antico Egitto, al misticismo orientale, ai cavalieri Templari, fino alla moderna massoneria.

Anche se gli elementi più profondi di tale conoscenza sono probabilmente andati alterandosi e modificandosi nei secoli, le scuole misteriche hanno conservato le loro caratteristiche principali, cioè il simbolismo, i rituali e le discipline metafisiche. Queste caratteristiche, che furono parte integrante delle antiche civiltà, sono state cancellate dalla società moderna, per essere soppiantate dal materialismo pragmatico. .


"Se tali dottrine sono sempre state nascoste alle masse, per le quali fu elaborato un codice semplificato, non è forse probabile che gli esponenti di ogni ramo della civiltà odierna - filosofico, etico, religioso e scientifico - siano basilarmente ignoranti in merito agli stessi principi su cui si fondano le loro discipline?"
Manly P. Hall, Insegnamenti Segreti di Tutte le Epoche.
Il "codice semplificato" pensato per le masse ha a che fare con varie forme di religione. La religione in voga attualmente viene professata nel tempio dei mass media e fonda i suoi sermoni quotidiani su principi quali il materialismo estremo, la vacuità spirituale ed una esistenza egocentrica ed individualistica. Questo è esattamente l'opposto dei valori da sviluppare per diventare individui veramente liberi, come insegnano tutte le grandi scuole di pensiero filosofico. Sarà che una popolazione grezza è più facile da manipolare?.


"Tali schiavi lobotomizzati sono perfino definiti 'liberi' e 'altamente istruiti' benché sia estremamente semplice, attraverso la manipolazione mentale, sconvolgere la loro realtà facendo in modo che si comportino proprio come un qualsiasi contadino medievale che inizia a correre urlando di panico di fronte a qualcosa che non comprende o controlla. I simboli che l'uomo moderno abbraccia con la fiducia di un bambino equivalgono pressappoco al manifesto della sua riduzione in schiavitù, e proseguono la tradizione della schiavitù ignorante, contadina, dell'antichità."
Michael A. Hoffman II, Società Segrete e Guerra Psicologica.
CONCLUSIONI

Questo articolo ha esaminato i pensatori più importanti nel campo dei mass media, le strutture di potere dei mass media e le tecniche utilizzate per manipolare le masse. Credo che questo tipo di informazioni siano fondamentali per la comprensione degli argomenti discussi da The Vigilant Citizen. La contrapposizone tra la base della popolazione e la classe dirigente descritta in molti articoli non è una "teoria della cospirazione" (odio questo termine), ma una realtà chiaramente dimostrata nelle opere di alcuni dei più influenti uomini del Ventesimo secolo.

Lippmann, Bernays e Lasswell hanno affermato limpidamente che il popolo non sarebbe in grado di decidere il proprio destino, cioè di esercitare la democrazia. Al contrario, hanno propugnato l'istituzione di una occultocrazia, un governo nascosto, una classe dirigente responsabile del "gregge disorientato". In che misura le loro idee continuino ad essere applicate alla società risulta sempre più evidente. Una popolazione ignorante non costituisce problema per i governanti: è anzi una cosa auspicabile e necessaria per assicurare una leadership assoluta. Una popolazione ignorante non conosce i propri diritti, non cerca una maggiore comprensione delle questioni e non discute le decisioni delle autorità. La cultura popolare è progettata per mantenere ed incrementare l'ignoranza ed il torpore mentale mediante l'entertainment.

Molte persone mi chiedono: "C'è un modo per fermare tutto ciò?" Sì, c'è. Non comprare più la loro merda e leggere libri.
Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito The Vigilant Citizen

Link diretto all'articolo:
http://vigilantcitizen.com/?p=3571

Traduzione a cura di Anticorpi.info

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sabato 20 maggio 2017

Rudolf Steiner,gli spiriti delle tenebre e i vaccini - conferenza del 27 Ottobre 1917



A proposito di vaccini ...Ecco cosa disse Rudolf Steiner nel lontano 1917:

“Gli Spiriti delle tenebre sono in mezzo a noi, sono qua.
Dobbiamo restare in guardia in modo da accorgerci quando li incontriamo, in modo da comprendere dove si trovano.


Perché la cosa più pericolosa nel prossimo futuro sarà abbandonarsi inconsciamente a tali influssi, che realmente esistono intorno a noi .Infatti, che l'uomo li riconosca o meno, non fa alcuna differenza per la loro reale esistenza.

Ma soprattutto, per questi Spiriti delle tenebre sarà importante portare confusione, dare false direzioni in ciò che si sta ora diffondendo in tutto il mondo e per cui gli Spiriti della luce continueranno a operare nella direzione giusta. Ho già avuto occasione di mettere in guardia su una direzione sbagliata, che è davvero tra le più paradossali.

Vi ho indicato che i corpi umani si svilupperanno in modo tale che vi potrà trovar posto una certa spiritualità, ma che il pensiero materialista, la cui diffusione è sempre più alimentata dalle indicazioni degli Spiriti delle tenebre, opereranno in modo da opporvisi con mezzi materiali.

Vi ho detto che gli Spiriti delle tenebre ispireranno le vittime di cui si nutrono, gli uomini che abiteranno, persino ad inventare un vaccino per deviare verso la fisicità, fin dalla prossima infanzia, la tendenza delle anime verso la spiritualità.
Come oggi si vaccinano i corpi contro questo e quello, così in futuro si vaccineranno i bambini con una sostanza preparata in modo che attraverso la vaccinazione, queste persone saranno immuni dallo sviluppare in sé la “follia” della vita spirituale, follia, ovviamente, dal punto di vista materialistico.
(...) Tutto questo tende in ultima analisi a trovare il metodo con cui si potranno vaccinare i loro corpi in modo che essiNON POTRANNO SVILUPPARE INCLINAZIONI VERSO IDEE SPIRITUALI, ma crederanno per tutta la loro esistenza solo alla materia fisica.
Così, come dagli impulsi, che la medicina ha tratto dall’inclinazione all’inganno [qui Steiner fa finta di sbagliarsi facendo un gioco di parole tra Schwindelsucht, parola che vuol dire all’incirca disposizione all’inganno e Schwindsucht, che significa tubercolosi ndT] - pardon, scusate, - ha tratto dalla tubercolosi, oggi vaccina contro la tubercolosi, cosi DOMANI SI VACCINERÀ CONTRO LA DISPOSIZIONE VERSO LA SPIRITUALITÀ.
Con ciò si intende solo dare un accenno a qualcosa di particolarmente paradossale tra le molte altre cose che accadranno in questo ambito in un futuro prossimo e anche più remoto, in modo di creare scompiglio in ciò che deve fluire sulla terra dai Mondi spirituali grazie alla vittoria degli Spiriti della luce.”

Rudolf Steiner da una conferenza del 27 Ottobre 1917

domenica 14 maggio 2017

L'influenza della filosofia Vedica nella comprensione della Free Energy da parte di Nikola Tesla






La prima cosa da capire a proposito dell’etere è la sua assoluta continuità.
Un pesce che abita le profondità del mare non ha probabilmente modo di apprendere l’esistenza dell’acqua poiché in essa è uniformemente immerso: questa è la nostra condizione in relazione all’etere.

Sir Oliver Lodge, Ether and Reality (Etere e Realtà)

di Toby Grotz

THEORETICAL ELECTROMAGNETIC STUDIES AND LEARNING ASSOCIATION, INC.
760 PRAIRIE AVENUE
CRAIG, COLORADO 81625
(970) 824-6834

Nikola Tesla usava l’antica terminologia sanscrita per descrivere i fenomeni naturali. Nel 1891 Tesla descrisse l’universo come un sistema cinetico pieno di energia che poteva essere catturata in qualsiasi punto.
Negli anni a seguire le idee di Tesla furono molto influenzate dagli insegnamenti di Swami Vivekananda. Swami Vivekananda fu il primo di una serie di maestri orientali di yoga che portarono la filosofia e la religione vedica nel mondo occidentale.
Dopo aver incontrato Swami e continuato gli studi sulla visione orientale dei meccanismi che guidano il mondo materiale, Tesla cominciò a usare i termini sanscriti Akasha, Prana e il concetto di un etere luminifero per descrivere la fonte, l’esistenza e la costruzione della materia.
Questo documento traccerà lo sviluppo delle conoscenze di Tesla in relazione alla Scienza vedica, la sua corrispondenza con Lord Kelvin riguardo tali materie, e i rapporti tra Tesla e Walter Russell e altri scienziati di fine secolo in merito alla comprensione avanzata della fisica.

Finalmente, dopo essere stato oscurato per molti anni, l’autore descrive ciò che lui ritiene essere il requisito per per i sistemi di energia libera immaginati da Tesla .


LA PRIMA DESCRIZIONE DI UNIVERSO FISICO DI TESLA

Entro il 1891 Nikola Tesla aveva inventato molti dispositivi utili, tra cui: un sistema di illuminazione ad arco (1886), il motore a corrente alternata, sistemi di generazione e trasmissione di energia (1888), sistemi di conversione e distribuzione elettrica tramite scariche oscillatorie (1889) e un generatore di correnti ad alta frequenza (1890).
Il brevetto più famoso ruota intorno a un’ispirazione avuta durante una passeggiata con un amico in un parco di Budapest. Mentre osservava il tramonto, Tesla immaginò come i campi elettromagnetici rotanti potessero essere usati in un nuovo tipo di motore elettrico. Tale ispirazione portò al celebre sistema di distribuzione di energia a corrente alternata. Tuttavia, nel 1891, Tesla brevettò quella che un giorno potrebbe diventare la sua invenzione più famosa: è la base per la trasmissione senza fili di energia elettrica ed è conosciuta come “Trasformatore a bobina di Tesla”. Nel 1891 Tesla disse quanto segue durante un discorso davanti all’Istituto Americano di Ingegneri Elettrici (IEEE):


Tra molte generazioni, le nostre macchine saranno guidate da un’energia ricavabile in qualsiasi punto dell’universo. Questa idea non è una novità…la troviamo nel piacevole mito di Anteo, che ricava energia dalla terra; la troviamo nelle speculazioni di uno dei nostri favolosi matematici... l’energia si trova in tutto lo spazio... Questa energia è statica o cinetica? se è statica, le nostre sono vane speranze; se è cinetica – e sappiamo per certo che è così - allora si tratta solo di sapere quando l’uomo riuscirà ad attaccare le proprie macchine agli ingranaggi della natura. [1]

Questa descrizione dei meccanismi fisici dell’universo fu data prima che Tesla acquisisse familiarità con la scienza vedica orientale di India, Tibet e Nepal. Tale scienza venne diffusa negli USA e in Occidente durante i tre anni di visita di Swami Vivekananda.


SCIENZA VEDICA E SWAMI VIVEKANANDA

I Veda sono una collezione di scritture consistenti in inni, preghiere, miti, racconti storici, dissertazioni scientifiche e sulla natura della realtà. Tali scritti risalgono almeno a 5000 anni fa. La natura della materia, l’antimateria e la composizione della struttura atomica sono tutti descritti nei Veda. Il linguaggio dei Veda è il Sanscrito, la cui origine non è completamente compresa. Gli studiosi occidentali suggeriscono che fu portato nelle aree dell’ Himalaya e da lì in India attraverso le migrazioni della cultura Ariana. Paramahansa Yogananda e altri storici tuttavia non sono d’accordo con questa teoria e affermano che non vi è prova in India che dimostri tali ipotesi. [2]

Ci sono parole in Sanscrito che descrivono concetti totalmente estranei alla cultura occidentale. Parole singole possono richiedere un intero paragrafo di traduzione in lingua inglese. Avendo studiato il Sanscrito per un breve periodo negli ultimi anni 70, questo autore ha pensato che l’uso della terminologia vedica da parte di Tesla potesse essere una chiave per capire il suo concetto di elettromagnetismo e della natura dell’universo. Dove Tesla apprese i concetti Vedici e la terminologia sanscrita? Le famose biografie di Cheney, Hunt e Draper, e O'Neil [3,4,5] non accennano alla conoscenza del Sancrito di Tesla. Tuttavia, O'Neal include il seguente estratto tratto da un articolo mai pubblicato chiamato “Le grandi conquiste dell’Uomo”:


...nell’essere completamente sviluppato, l’uomo, si manifesta un desiderio misterioso, imperscrutabile e irresistibile: imitare la natura, creare, far funzionare lui stesso le meraviglie che percepisce...molto tempo fa l’uomo riconobbe che tutta la materia percettibile deriva da una sostanza primaria, senza densità oltre ogni concezione, la quale riempie tutto lo spazio, l’Akasha o etere luminifero, il quale è gestito dal Prana che offre la vita, o forza creativa, che porta all’esistenza, in cicli infiniti, tutte le cose e tutti i fenomeni.
La sostanza primaria, gettata in vortici infinitesimali di velocità prodigiosa, diventa materia grezza; quando la forza si placa, il movimento cessa e la materia scompare, tornando alla sostanza primaria.


Secondo Leland Anderson, l’articolo fu scritto il 13 maggio 1907. Anderson affermò anche che grazie alla conoscenza di Swami Vivekananda Tesla avrebbe potuto entrare in contatto con la terminologia Sanscrita e che John Dobson della San Francisco Sidewalk Astronomers Association avesse fatto ricerche su tale collegamento. [6]

Swami Vivekananda nacque a Calcutta, India nel 1863. Fu ispirato dal suo maestro, Ramakrishna a servire gli uomini come manifestazioni di Dio. Nel 1893 Swami Vivekananda cominciò un tour dell’occidente partecipando al “Parliament of Religions” a Chicago. Per tre anni Vivekananda viaggiò in USA ed Europa e incontrò molti scienziati famosi tra cui Lord Kelvin e Nikola Tesla. [7]

Secondo Swami Nikhilananda, Nikola Tesla, il più grande scienziato che si è specializzato nel campo dell’elettricità, fu molto colpito da Swami, dalla sua spiegazione della cosmogonia Samkhya e dalla teoria dei Cicli data dagli Indù. Fu particolarmente colpito dalle somiglianze tra la teoria Samkhya sulla materia e sull’energia e quella della fisica moderna. Swami incontrò a New York Sir William Thompson, poi Lord Kelvin e il Professor Helmholtz, due rappresentati leader della scienza occidentale. Sarah Bernhardt, la famosa attrice, fece un’intervista con Swami e ne ammirò gli insegnamenti.[8]

Fu probabilmente durante una festa data da Sarah Bernhardt che Nikola Tesla incontrò Swami Vivekananda[9] per la prima volta. Sarah Bernhardt stava recitando la parte di 'Iziel' nell’omonima opera. Era una versione francese sulla vita di Bhudda. L’attrice notò Swami Vivekananda tra il pubblico e organizzò un incontro a cui partecipò anche Nikola Tesla.
In una lettera a un amico del 13/2/1986, Swami Vivekananda scrisse quanto segue;


...Tesla è stato affascinato dal Prana del Vedanta, dall’Akasha e dai Kalpa, le quali sono a suo avviso le uniche teorie che la scienza moderna può prendere in considerazione...Mister Tesla pensa di poter dimostrare che matematicamente forza e materia sono riducibili a energia potenziale. Lo vedrò la prossima settimana per assistere a tale dimostrazione matematica. [10]

Swami Vivekananda sperava che Tesla sarebbe stato in grado di dimostrare che ciò che chiamiamo materia è semplicemente energia potenziale poiché ciò avvicinerebbe gli insegnamenti vedici alla scienza moderna.
Swami capì che


"In tal caso, la cosmologia del Vedanta [sarebbe stata] basata sulle più sicure basi."

L’armonia tra teorie del Vedanta e scienza occidentale fu spiegata con il seguente diagramma;



BRAHMAN = L’ASSOLUTO

MAHAT O ISHVARA = ENERGIA CREATIVA PRIMORDIALE

+---------+ +---------+
PRANA E AKASHA = ENERGIA E MATERIA


Tesla capì la terminologia e la filosofia sancrita e che queste erano utili per spiegare i meccanismi fisici dell’universo come lui li vedeva. Sarebbe utile a coloro che tentano di capire la scienza che sta dietro le invenzioni di Nikola Tesla studiare la filosofia vedica e sanscrita.

Sembra che Tesla non riuscì a dimostrare l’identità tra energia e materia. Se ci fosse riuscito, sicuramente Swami Vivekananda lo avrebbe annotato. La prova matematica del principio in questione arrivò circa 10 anni dopo quando Albert Einstein pubblicò il documento sulla relatività. Ciò che era conosciuto in Oriente da 5000 anni fu quindi reso noto anche all’Occidente.

Brahman viene definito come il solo spirito impersonale auto-esistente; l’Essenza Divina, da cui emanano tutte le cose, dalla quale esse sono sostenute e alla quale esse ritornano. Ciò è molto simile al concetto del Grande Spirito delle culture dei Nativi d’America. Ishvara è il Sovrano Supremo; la concezione più alta dell’Assoluto, il quale va oltre ogni pensiero. Mahat significa letteralmente “il Grande” e viene anche interpretato con il significato di mente universale o intelligenza cosmica. Prana significa energia (solitamente tradotto come forza vitale) e Akasha significa materia (solitamente tradotto come etere).
Dobson sottolinea che le traduzioni più comuni di Akasha e Prana non sono completamente esatte, ma che Tesla ne comprese il reale significato.

L’incontrò con Swami Vivekananda stimolò molto l’interesse di Nikola Tesla per la Scienza orientale. Durante una lezione in India Swami disse:


"Mi è stato detto da alcune tra le menti scientifiche migliori di questo tempo quanto siano meravigliosamente razionali le conclusioni dei Vedanta. Conosco personalmente uno di loro, che quasi non ha tempo per mangiare e uscire dal proprio laboratorio ma che mai si perdebrebbe le mie lezioni sul Vedanta perché, come lui dice, esse sono così scientifiche, si armonizzano così bene con le aspirazioni del tempo e con le conclusioni a cui la scienza sta attualmente giungendo".[11]


TESLA E LORD KELVIN

William S. Thompson è stato uno degli ingegneri e scienziati più importanti del 1800. Sviluppò analogie tra il calore e l’elettricità e il suo lavoro influenza le teorie sviluppate da James Clerk Maxwell, uno dei fondatori della teoria elettromagnetica. Thompson fece da supervisore nella sistemazione del Cavo Trans Oceanico e grazie a quell’opera gli fu data l’onorificenza di “Lord Kelvin”. Kelvin aveva sostenuto le teorie di Tesla e il sistema di trasmissione wireless di energia elettrica..[12]

Tesla continuò a studiare la filosofia indù e vedica per qualche anno, come indicato nella seguente lettera scrittagli da Lord Kevin.



15, Eaton Place
London, S.W.
May 20, 1902
Caro Tesla,

Non so come ringraziarti per la tua lettera del 10 maggio che ho trovato nella mia cassetta sul Lucania e per i libri che mi ha spedito: -"Il Tempio sepolto", "Il Vangelo di Bhudda", "Les Grands Inities", l’edizione di Rossetti di "Casa di Vita" e il Century Magazine del giugno 1900 con le fotografie a pag. 176, 187, 190, 191, 192, ricche di lezioni emozionanti.

Abbiamo fatto una bella traversata dell’Atlantico, la più bella che abbia mai fatto. Ho tentato, senza successo, di trovare qualcosa di definito in relazione alle funzioni dell’etere rispetto al semplice e antico magnetismo. A tal proposito ho dato istruzioni al Sig. Macmillan di inviarti a Waldorf una copia del mio libro (Collection of Separate Papers) sull’Elettrostatica e il Magnetismo. Sarò felice se la accetterai come piccolo segno della mia gratitudine per la tua gentilezza. Forse troverai qualcosa di interessante negli articoli sull’elettricità atmosferica.

Con affetto
Kelvin
Grazie anche per I bellissimi fiori [13]

TESLA E RUSSEL

Walter Russell fu un artista, scultore, scrittore e scienziato tra i più affermati del secolo.
La sua tabella periodica degli elementi predisse accuratamente la locazione e le caratteristiche dei Quattro elementi anni prima della loro scoperta in laboratorio. I 4 elementi sono: Deuterio, Trizio, Neptunio e Plutonio. Pare che Russell entrò in uno stato di consapevolezza intensa dopo essere stato colpito da un fulmine. Cominciò a fare disegni e a scrivere su fondamenti della natura e la composizione dell’universo fisico; la famiglia consultò un medico per verificare se Russell dovesse essere ricoverato in un istituto d’igiene mentale. Il dottore, vedendo i risultati delle settimane di lavoro di Russell, dichiarò di non sapere cosa Russell stesse facendo ma che egli non era pazzo.

Sebbene non sia stato ancora stabilito il momento esatto e l’occasione del loro incontro, Nikola Tesla e Walter Russell si incontrarono e discussero delle loro rispettive teorie cosmologiche..[14]
Tesla riconobbe la saggezza e il potere dell’insegnamento di Russell e lo esortò a rinchiudere le sue conoscenze in cassaforte per 1000 anni, fino a quando l’umanità fosse stata pronta.[15]


PERCHE’ L’ENERGIA LIBERA NON è ANCORA ARRIVATA: COMMENTI, POSSIBILITA’ E IMPLICAZIONI SOCIO-ECONOMICHE

Sebbene Tesla non accettasse molti dei concetti sulla relatività e la teoria quantistica e non riuscì mai a collegare materia ed energia, riconobbe la possibilità di energia libera e illimitata come dimostrato dalla seguente affermazione.

L’uomo può controllare il più grandioso e impressionante processo naturale ?...Se potesse farlo, avrebbe poteri quasi illimitati e soprannaturali ... Potrebbe far scontrare aeroplani e produrre soli e stele, calore e luce. Potrebbe creare e sviluppare la vita in tutte le sue infinite forme …Tali poteri lo porrebbero accanto al suo creatore, gli farebbero compiere il suo destino ultimo.[16]

Notiamo che Tesla sta ponendo una domanda, speculando, cercando una risposta. Se Tesla avesse sviluppato fonti di energia libera e appreso come manipolare lo spazio, il tempo e la gravità durante i suoi anni di maggiore rilevanza pubblica e produttività (fino al 1920), avrebbe avuto le risposte a tali domande.

L’invenzione meno capita di Tesla è conosciuta con il nome di "Raggio Mortale"; era semplicemente un’arma a raggio di particelle che Tesla propose nel 1937 e fu fabbricata sotto contratto con Alcoa Aluminum e il governo inglese e italiano. [17] Tale arma usava tecniche di propulsione elettrostatica. Armi di questo tipo sono attualmente sviluppate dalla Strategic Defense Initiative Organization (SDIO) e dal Strategic Defense Command dell’esercito americano. [18]

Quindi l’umanità non ha ancora catturato l’infinita energia dell’universo come immaginato da Nikola Tesla. La domanda rimane: perché no?

Dispositive di energia libera, se fattibili, non sono microcircuiti più piccoli o più veloci, né trappole per topi più grandi ed efficienti. Si tratta di una tecnologia che potrebbe rivoluzionare lo status quo socio-economico della terra. In questo momento la torta è divisa in maniera non equa. Un quarto della popolazione della terra, il terzo pianeta a partire dal sole, consuma tre quarti dell’output annuale delle risorse. Come si può facilmente dedurre da un breve studio degli affari mondiali, ci sono circa 3 miliardi di persone che ne hanno abbastanza di questa situazione. Ci sono guerre, fame e conflitti in ogni angolo del pianeta. Che fare?

L’astronave Terra ha bisogno di un piano di volo.

O dividiamo meglio la torta, oppure facciamo una torta più grande. La prima opzione richiede che il nostro standard di vita si abbassi, affinché quello del terzo mondo si alzi.
La seconda opzione ci permette di mantenere il nostro standard di vita e aiutare ad alzare quello dei paesi meno privilegiati.

Dobbiamo fare questo. È il nostro destino, la nostra responsabilità, il nostro esame finale.

30.000 persone muoiono di fame ogni giorno su questo pianeta, la maggior parte sono bambini. Le nazioni si combattono, la Guerra fa parte delle nostre vite. Cosa guida l’economia nel mondo occidentale e ci permette di avere alta standard di vita, una vita di agi se paragonata a quella dei nostri vicini a sud di quella linea immaginaria chiamata confine? Molte risposte possono essere date: sociali, politiche e spirituali. Sappiamo che lo standard di vita di una nazione è direttamente collegato al consumo di energia.

L’energia guida le economie delle nazioni e l’obiettivo di Tesla era di rendere l’energia elettrica equamente disponibile a tutte le persone in ogni luogo della terra. Tesla continuò a promuovere il suo progetto di energia senza fili durante le interviste che diede in occasione del suo compleanno ancora nel 1940.[19]
L’energia elettrica permette l’elaborazione delle materie prime direttamente sul posto. L’energia elettrica può portare l’acqua dai pozzi alle aree colpite da siccità. L’energia elettrica offerta ad aree povere del pianeta può ingrandire la torta, può aiutare a portare la necessaria uguaglianza economica che è nostro diritto sin dalla nascita.

Perché l’energia non è stata resa disponibile a tutti i popoli e nazioni? Perché non sono stati realizzati I tanto propagandati dispositivi di energia libera descritti da Tom Bearden, John Bedini, Bruce DePalma e altri?
Forse perché “le cose facili raramente vengono realizzate per la stessa ragione per cui le cose impossibili sono compiute raramente: nessuno pagherà per qualcosa che viene ritenuto facile o impossibile ”.[20] Forse perchè quando si parla di energia ciò implica più di quanto ci si possa immaginare.
Stiamo parlando di energia personale, nazionale, planetaria, energia Karmica e dell’energia dell’amore.

I saggi dicono che per godere dell’energia dobbiamo lasciare andare l’energia, per superare noi stessi. Quale esempio l’autore può descrivere una delle sue esperienze recenti. Dopo un simposio di successo in occasione dei 100 anni dall’arrivo di Nikola Tesla negli USA [21], una corporazione no-profit, 501(c)(3), è stata creata specificatamente per incoraggiare e perseguire la ricerca sulle invenzioni e le scoperte di Nikola Tesla. Due anni più tardi, dopo un secondo simposio, alcuni membri fondatori hanno richiesto al consiglio d’amministrazione di validare l’affermazione di Tesla secondo cui era possibile la trasmissione di energia wireless. I membri del consiglio hanno suggerito di ottenere il permesso dalla FCC, di depositare una dichiarazione di impatto ambientale presso l’EPA e di formare una propria corporazione no-profit. E’ stato anche deciso che poiché non c’era alcuna procedura per coprire la ricerca, l’organizzazione non poteva essere coinvolta.

Un altro obiettivo dell’organizzazione era stato quello di fondare un museo che si sarebbe dovuto chiamare “Nikola Tesla Museum of Science and Technology”. Pensammo che poiché ogni anno vengono dati 60-70 miliardi di dollari a organizzazioni no profit, ci fossero buone possibilità che l’organizzazione potesse ottenere i fondi, per il museo o per la ricerca.
Pensammo che:

"poiché solo il 16% dei musei di questo paese sono musei scientifici, il museo in onore di Nikola Tesla aiuterà a informare il pubblico nei settori della tecnologia. Con la necessità di rinnovamento economico dell’industria in Colorado, il 1986 è il momento per iniziare a supportare l’istruzione scientifica della nostra regione. Con le statistiche attuali che mostrano che gli USA sono indietro dal punto di vista tecnologico, lo sforzo di educare il pubblico sta diventando sempre più importante e l’ondata di consapevolezza pubblica delle invenzioni di Nikola Tesla fanno sì che egli possa dare il nome a un museo scientifico e tecnologico." [23]

Il consiglio rimandò la discussione della nostra proposta a tempo indefinito.

Cos’era successo? Delle 15-20 persone che avevano dato inizio all’organizzazione, solo 4 rimasero parte dell’organo governativo. Tre di quei membri erano contrari alla ricerca. La mente comune del consiglio di amministrazione era diventata l’antitesi dello slancio che Tesla aveva conquistato in vita. A differenza dell’inventore e uomo d’affari indipendente, il consiglio era ormai composto da membri burocrati per società della classifica “Fortune 500”. Tesla era vegetariano, i membri del consiglio no. Tesla non chiedeva il permesso per essere inventivo e iniziare nuove avventure, mentre il consiglio aveva bisogno di permessi dall’alto. Le dicotomie erano infinite.

Le visioni di Tesla sono state ritardate per 89 anni. I litigi cominciarono con Thomas Edison, J.P. Morgan e lo stesso Nikola Tesla.[24]
Tutto continua oggi.
Forse la ragione del ritardo nella trasmissione di energia senza fili o dei dispositivi a energia libera giace nel profondo della psiche umana.
È possibile paragonare la storia di Tesla a una storia biblica?
Bruce Gordan pensa di sì. Nell’analisi di Gordan il tentativo di Tesla di costruire un prototipo di trasmettitore ad ingrandimento ricorda il racconto della Genesi 11:1-9. [25]

"il messaggio; la curiosità e l’audacia tecnologica innervosiscono Dio; Dio demolisce il progetto, confonde il linguaggio".

Gordan sottolinea ulteriormente questo scenario come segue:


"ISOMORFISMO"

STORIA BIBLICA \**********************/ STORIA DI TESLA

Sforzi umani \**********************/ Progetti di Tesla

Torre di Babele \**********************/ Torre Wardenclyffe

Dio \**********************/ Denaro (J.P. Morgan)


Demolizione e confusione da mantenere, Ritiro dello Status Quo di Morgan di Dio assetato di potere in alto, supporto finanziario e umanità che striscia nell’ignoranza in basso.
Conseguente soppressione dell’opera di Tesla nella scienza ortodossa e nei circoli di ingegneria.
Perpetuazione di una tecnologia mediocre per la generazione, l’immagazzinaggio e la distribuzione di energia per mantenere un flusso di denaro favorevole per il sistema esistente di gestione energetica forzando la combustione continuata di combustibili scarsi, continuando a far pagare, pagare, pagare gli utenti.


"quando tutto è perfetto, arriva il momento giusto"[26] ciò equivale a dire:
"la conoscenza assoluta nelle mani di colui il cui cuore non è ancora sensibile sarebbe un’arma terribile".[27]
Potremmo postulare che gli sviluppi tecnologici non avvengono fino a quando il pianeta non è pronto.
L’esame recente della teoria Gaia conferisce intelligenza alla Terra.
"Migliaia di anni fa, attraverso la visione, gli stregoni vennero a conoscenza del fatto che la Terra potesse percepire e che tale consapevolezza potesse avere effetto sulla consapevolezza degli umani”.[28]
In base alla reciprocità, potrebbe essere vero anche il contrario. L’incoscienza di gruppo o collettiva sta ancora lottando con i risultati della teoria quantistica e della relatività. Noi come razza siamo stati pronti all’energia nucleare, tutto era perfetto e il momento giusto è arrivato. Presto dovremo utilizzare bene la tecnologia o abbandonarla per assicurarci la sopravvivenza come specie.


COSA FARE A RIGUARDO DELL’ENERGIA LIBERA: CREARE UN’IDEA DI CUI è ARRIVATO IL MOMENTO

La trasmissione senza fili dell’energia e l’energia libera non sono ancora state realizzate, forse non siamo pronti, forse la terra non è pronta. Pogo ha detto la cosa migliore “abbiamo incontrato il nemico: siamo noi." Nella visione junghiana dell’inconscio collettivo, le cose accadono quando è il momento giusto, otteniamo ciò a cui acconsentiamo. Abbiamo bisogno di un piano di volo. Ed il piano deve capire che:


QUANDO IL POTERE DELL’AMORE

SUPERERA'

L’AMORE PER IL POTERE

ALLORA CI SARA’

PACE

[Fonte: bagno delle ragazze, scuola superiore Boulder, Boulder, Colorado]
Descritto come "graffiti adolescenziali post Industriali, neo-tecnici"


"I fatti relativi a ciò sono talmente stupefacenti
che sembrerebbe che il Creatore stesso
abbia elettricamente progettato
questo pianeta...."Descrizione di Nikola Tesla su ciò che viene attualmente descritto come Risonanza di Schumann (7.8 Hz) in "la trasmissione di energia elettrica senza fili come mezzo di promozione della pace mondiale",
Mondo elettrico e ingegneria, 7 gennaio 1905, PP 21-24.


NOTE A PIE’ DI PAGINA

1. Ratzlaff, John, Tesla Said, Tesla Book Company, PO Box
1649, Greenville, TX 75401, 1984.

2. Yogananda, Paramahansa, Autobiography of a Yogi, Self
Realization Fellowship,, 3880 San Rafael Ave., Los Angeles,
CA 90065, 1985.

3. Cheney, Margaret, Man Out of Time, Prentice Hall, 1981.

4. Hunt, Inez and Draper. Wanetta, W., Lightning In His
Hand, The Life Story Of Nikola Tesla, Omni Publications,
Hawthorne, CA, 1981.

5. O'Neal, John, J., Prodigal Genius, The Life Of Nikola Tesla, Ives Washington, Inc., 1944.

6. Anderson, Leland, personal communication.
Vedere anche Anderson, L.I.,and Ratzlaff, J.T., Dr. Nikola Tesla
Bibliography, Ragusan Press, 936 Industrial Avenue, Palo
Alto, CA 94303, 1979.

7. Nikhilananda, Swami, Vivekananda, The Yogas and Other
Works, Ramakrishna-Vivekananda Center, New York, 1973.

8. Nikhilananda, Swami.

9. Dobson, John, personal communication.

7. Dobson, John, Advaita Vedanta and Modern Science, Vedanta
Book Center, 5423 S. Hyde Park, Chicago, IL 60615, 1979.

10. Nikhilananda, Swami.

11. Burke, Marie Louise, Swami Vivekananda in the West, New
Discoveries, The World Teacher, Advaita Ashrama, Mayavati,
India, 1985, p. 500

12. Grotz, T., "Artificially Stimulated Resonance of the Earth's Schumann Cavity Waveguide",
Proceedings of the Third International New Energy Technology Symposium/Exhibition,
June 25th-28th, 1988, Hull, Quebec, Planetary Association for Clean Energy,
191 Promenade du Portage/600, Hull, Quebec J8X 2K6 Canada

13. dalla collezione personale di L. Anderson.

14. Russell, Lao. personal communication.

15. The University of Science and Philosophy, Swannanoa,
Waynesboro, VA 22980, (703) 942-5161.

16. scritto da Tesla il 13 maggio 1907, per "Actors Fair Fund",
testo trascritto nelle collezioni della Bakken Library of Electricity in Life.
L’articolo fu pubblicato sul "New York American", il 6 luglio, 1930, pg. 10.


17. Tesla, Nikola, The New Art of Projecting Concentrated
Non-Dispersive Energy Through Natural Media, Proceedings of
the Tesla Centennial Symposium, Grotz, T. & Rauscher, E.,
Editors, 1984.

18. Turchi, P.J.,Conte, D.,Seiler, S., Electrostatic
Acceleration of Microprojectiles to Ultrahypervelocities,
"Proceedings of the Seventh Pulsed Power Conference", June
12th-14th, Monterey, California, Jointly Sponsored by the
DOD, DOE, and the IEEE Electron Devices Society.

19. "Death Ray for Planes", New York Times, September 20, 1940.

20. Pawlicki, T.B., Exploring Hyperspace, 848 Fort Street,
Victoria, B.C., Canada, electronic book on floppy disk, 1988,
(Log onto the TESLA BBS at (719) 486-2775 for copy of ASCII
text files)

21. Broad, William J., "Tesla a Bizarre Genius, Regains Aura
of Greatness", New York Times, Aug. 28th, 1984

22. Deleted

23. Grotz, T., & Sheppard, J., The Nikola Tesla Museum of
Science and Technology presentato al consiglio di amministrazione in data 12/12/1986.
[disponibile come file testo ASCII su TESLA BBS (719) 486-2775]

24. Cheney, Margaret, Tesla, Man Out of Time, Prentice Hall
Inc, Englewood Cliffs, NJ, 1981.

25. Gordan, Bruce, comunicazione privata, 1988.

26. Arguelles, Jose & Lloydine, comunicazione personale .

27. Hercules, Michael, The Circle of Love, pubblicato dall’autore.

28. Castenada, Carlos, The Power of Silence, Further Lessons
of don Jaun, Simon and Schuster, New York, 1987, Pg. 120.


ULTERIORI INFORMAZIONI SU TESLA

TESLA BBS: è un servizio di bollettino informatico per avere accesso alle informazioni sulle attuali ricerche e sulla vita di Nikola Tesla. Una sottosessione del BBS del Colorado Mountain College, può essere contattato usando un computer e modem baud 300/1200/2400 allo (719) 486-2775.

The Tesla Memorial Society The Tesla Coil Builders Association
% Nicholas Kosanovich % Harry Goldman
453 Martin Road RD #6 Box 181
Lackawanna, NY 14218 Glenns Falls, NY 12801
(716) 822-0281 (518) 792-1003


The Tesla Book Company High Voltage Press
PO Box 1649 PO Box 532
Greenville, TX 75401 Claremont, CA 91711
(214) 454-6819


Mr. Toby Grotz, Presidente, ingegneria Wireless Engineering, è un ingegnere elettrico con 16 anni di esperienza nel campo della geofisica, ricerca e progettazione aerospaziale e industriale. Mentre lavorava per il dipartimento dei servizi geofisici della Texas Instruments e presso l’università del Texas a Dallas, Mr. Grotz apprese e lavorò con concetti geofisici, importanti per la trasmissione di energia wireless.
Come ingegnere Senior Engineer a Martin Marietta, Grotz ha progettato e supervisionato sistemi di controllo di procedure industriali e progettato e costruito strumenti e apparecchiature per la ricerca e lo sviluppo e i test di hardware per voli spaziali. Grotz ha anche lavorato per l’industria di utilità pubblica installando sistemi informatici di acquisizione di dati misuranti l’inquinamento nelle centrali di energia di combustibile fossile e ha anche lavorato in una centrale nucleare come ingegnere.
Grotz ha organizzato e presieduto il simposio del centenario di Tesla nel 1984 e il simposio internazionale di Tesla nel 1986 ed è stato presidente della International Tesla Society, un’organizzazione no profit creata dopo il primo simposio. Da Project Manager per il Project Tesla, Grotz ha collaborato alla progettazione e realizzazione di un rifacimento dell’apparecchiatura che Nikola Tesla usava per la trasmissione senza fili durante gli esperimenti sull’energia nel 1899 a Colorado Springs. Grotz ha ricevuto la laurea B.S.E.E. dall’Università del Connecticut nel 1973.
www.padrak.com/ine/GROTZ.html
Nov. 23, 1996.

Fonte: Tesla Society
Traduzione a cura di: Ilary
Attraverso il sito:http://cospirazionista.blogspot.it/2009/07/linfluenza-della-filosofia-vedica-nella.html

giovedì 11 maggio 2017

Perché moriamo se le nostre cellule sono immortali?



Andrea Conti


“Non esiste la morte naturale. Tutti i casi così definiti sono soltanto il punto finale di una progressiva acidificazione dell’organismo”.

Così si esprime il Dr. George W. Crile, direttore della Clinica Crile in Cleveland, uno dei più famosi chirurgi del mondo.


In passato è stato dimostrato che una cellula potrebbe vivere per un tempo indeterminato in perfetta salute. Un famoso fisiologo francese, Alexis Carrel (Premio Nobel nel 1912), al Rockefeller Institute for Medical Research, mantenne in vita il cuore di un pollo per circa 30 anni in una soluzione salina (che conteneva minerali nelle stesse proporzioni di quelle del sangue del pollo) che egli rinnovava tutti i giorni.
Carrel giunse alla conclusione che il tempo di vita di una cellula è indefinito, fintanto che essa viene nutrita e ripulita dalle sue escrezioni.

Se le evacuazioni delle cellule venivano costantemente rimosse, le cellule crescevano e prosperavano. Condizioni non igieniche procuravano invece una minore vitalità, quindi deterioramento e morte delle stesse.
Carrel mantenne in vita le cellule di un cuore di pollo fino a quando qualcuno si dimenticò (dimenticò?) di eliminare le loro escrezioni. Riuscì quasi a decuplicare la durata media di vita di quelle cellule. In sostanza, la chiave per mantenere in perfetta salute una cellula, è quella di liberarla costantemente dai residui, dalle scorie dentro e intorno ad essa ...





Anche Arnold Ehret arrivò ad una conclusione pressoché identica: nel suo libro “Il Sistema di Guarigione della dieta senza muco” afferma che con un’alimentazione sana, dopo anni di cibi errati, inizialmente l’organismo libera gli intestini dei residui accumulati, e poi va sempre più a fondo ripulendo tutti i tessuti del corpo. E dopo che questo è avvenuto si acquisisce la salute perfetta.


Ma torniamo all’esperimento di Alexis Carrel (sopra nella foto) e alle sue conclusioni che possiamo trovare in ogni testo universitario di Biologia. Il dott. Alexis Carrel, a questo proposito, diceva: “La cellula è immortale. È semplicemente il fluido nella quale galleggia che si degrada.

Sostituendo questo fluido ad intervalli regolari, daremo alla cellula ciò che le necessita per nutrirsi e, per quanto ne sappiamo, il pulsare della vita potrà continuare indefinitamente”.

Immaginate una casa da cui non si eliminano i rifiuti e si nascondono sotto il tappeto. Nel giro di pochi mesi, accumulando sporcizia ogni giorno, la casa avrebbe un odore orribile. Nel nostro corpo succede la stessa cosa. Solo che nel nostro corpo “nascondere sotto il tappeto i rifiuti” equivale a ritenzione idrica, gonfiori intestinali, tossiemia ematica, infezioni e infiammazioni dei tessuti. Il processo d’invecchiamento comincia dal primo momento della nostra vita e consiste nell’accumulazione dei prodotti di rifiuto non espulsi. Le cellule si deteriorano a causa dell’accumulo di tossine!! Inconsapevolmente, ci intossichiamo da soli.


Il nostro organismo è la macchina più perfetta e meravigliosa che possa esistere. Per questo possiede la capacità di autoguarirsi e disintossicarsi. Ma la società “evoluta” di oggi tampona continuamente con i farmaci i malesseri dell’organismo, non facendo altro che intossicarlo, e interrompendo di fatto un naturale processo di purificazione del corpo.

Un raffreddore o una tosse che indicano l’eliminazione in corso di muco dal nostro corpo, spaventano le mamme… e così si inizia ad imbottire i bambini fin da piccolissimi di dannosi farmaci, quando in realtà basterebbe lasciare lavorare e riposare il corpo, affinché esso completi naturalmente l’eliminazione delle scorie. I rimedi di una volta, in questo senso erano senz’altro migliori e soprattutto non intralciavano il processo di purificazione del corpo: un aereosol di acqua e sale, una siringa di acqua fisiologica nelle cavità nasali, fumenti, ecc.

Molte persone invece in preda alla paura e alla mancanza di pazienza preferiscono agire subito con antibiotici, sciroppi e farmaci vari, seguendo i consigli più “sinceri” delle Aziende Farmaceutiche. Dopotutto come contraddirle?… stanno facendo il loro lavoro: non a caso si chiamano Aziende!

Forse l’uomo sano, libero (da farmaci e debiti) e consapevole mette paura ai poteri forti, che ultimamente iniziano a perder colpi, grazie ad una più ampia presa di coscienza della gente e al rapido passaparola, possibile grazie alla rete internet. Fortunatamente molti stanno capendo e aprendo gli occhi. Sarà per i tempi “critici” che stiamo vivendo, ma le persone iniziano a comprendere che (quando è possibile) la natura può essere assecondata e aiutata nel suo lavoro, con metodi naturali.

Ecco perché ottimi risultati nascono da un’alimentazione equilibrata, una sana attività fisica e da un atteggiamento mentale positivo.

Fonte: www.fisicaquantistica.it

mercoledì 10 maggio 2017

Come proteggersi dai cellulari e dalle radiazioni emesse: 10 consigli pratici



Avevamo già scritto in passato una riflessione sul tema dei danni da cellulari (5 consigli per limitare gli effetti nocivi dei telefoni cellulari) ma vogliamo ritorrnare sull’argomento con nuove evidenze emerse di recente e con una lista di 10 raccomandazioni da tenere sempre ben presente.


Cominciamo dalle evidenze:
lo Studio Interphone (13 paesi) il cui capo progetto è Lennart Hartell, autorevole scienziato svedese, stima che un’esposizione di più di 27 minuti al giorno alle radiazioni emesse dal cellulare in un arco di 10 anni, aumenta considerevolmente la possibilità di insorgenza del glioma, che è un cancro al cervello.
Anche in seguito al fatto che l’Agenzìa Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha inserito l’utilizzo dei telefoni cellulari come possibile fattore cancerogeno, in Italia il Consiglio Superiore di Sanità il 15 Novembre 2011 ha invitato il Ministero della Salute a promuovere l’utilizzo degli auricolari per limitare i rischi e ha chiesto ai genitori di limitarne l’utilizzo nei bambini, solo in caso di effettiva necessità.
Come riporta il libro di Riccardo Staglianò dal titolo “Toglietevelo dalla testa”, il Tribunale di Brescia che ha stabilito un risarcimento a carico dell’Inail per un ex-manager che è stato purtroppo colpito da un tumore alla testa, mentre lo stesso procuratore di Torino, Guariniello, sta indagando su un caso analogo, come riporta il Corriere della Sera.
Un’altra evidenza importante è il fatto che le compagnie di riassicurazione come Swiss Re e Lloyd’s non coprono i rischi delle compagnie telefoniche, dato che hanno ipotizzato uno scenario di insorgenza di tumori al cervello molto forte fra il 2020 e 2030 per chi oggi è forte utilizzatore: in pratica lo danno per certo e non vogliono assumersi il rischio finanziario delle class action che verranno, come già accaduto in precedenza per il fumo.

Fatte queste premesse eccovi i dieci consigli per limitare i rischi dei cellulari
NON farli usare ai bambini, se non in caso di emergenza. Tollerati gli SMS ma meglio ridurre anche quelli. In Francia non a caso è vietata la pubblicità dei telefoni cellulari rivolta ai minori di 14 anni.
Utilizzare sempre gli auricolari con cavo, non quelli wireless. Anche il vivavoce è comunque meglio.
Se c’è poca rete, poco campo (lo vedete dalla barre sul display) non effettuare chiamate. Sarà necessaria più potenza radiante, quindi più radiazioni.
Usarlo meno possibile in movimento: come in treno ed in auto, meno segnale, più radiazioni.
Non mettetelo vicino alla testa in fase di chiamata dove le radiazioni sono più forti, aspettate la risposta (vivavoce come soluzione possibile).
Non tenete il cellulare in tasca né nel taschino della camicia o della giacca.
Cambiate orecchio e riducete la durata delle chiamate.
Utilizzate la linea fissa, il vecchio e caro doppino, se potete, o strumenti di instant messaging come ad esempio Skype
NON addormentatevi con il cellulare vicino alla testa, ad esempio usandolo come sveglia.
Scegliere un modello che abbia un basso valore di SAR (tasso di assorbimento specifico delle radiazioni).

Cercate di seguire queste raccomandazioni, sono sagge.

Leggi anche sul tema:
Cellulari e cancro?: il World Health Organization lo ammette
Elettrosmog: che cos’e e che rischi comporta?
Dove trovare notizie su danni da radiazioni emesse dai cellulari?

http://www.tuttogreen.it/come-proteggersi-dai-cellulari-e-dalle-radiazioni-emesse-10-consigli-pratici/


Se proprio non potete spegnere il cellulare e dovete andare a dormire mettetelo in modalità Aereo,in quanto in questa modalità le emissioni sono pressochè azzerate.Rimangono solo le piccole emissioni derivanti dai vari compnenti interni al cellulare che rimangono in funzione.
In ogni occasione la distanza minima dal cellulare deve essere di 1 Mt.
Per dormire ovviamente l'ideale sarebbe spegnerlo,e se vogliamo tenerlo acceso sarebbe opportuno metterlo in un altra stanza.

 
 Source photo:http://liceocuneo.it/campi-elettromagnetici/wp-content/uploads/sites/48/efftermico.jpg


  

 Source photo:http://www.emfhealthalert.com/wp-content/uploads/2013/11/Brain-Scan.jpg



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sabato 6 maggio 2017

La Palestina cancellata da Google Maps.Il nuovo ordine mondiale ebraico smascherato



Se mi lasci ti cancello.

L'esistenza del potere ebraico è dimostrata soprattutto dal fatto che le critiche verso il cristianesimo, l'islam o altre religioni o gruppi etnici sono permesse nelle nostre società, mentre le critiche agli ebrei ed al giudaismo sono considerate tabù, socialmente e politicamente pericolose. C'è da dire che, se vuoi sapere chi detiene veramente il potere, dovresti cominciare a chiederti chi è che non puoi criticare. Questi "individui" hanno conquistato il mondo monopolizzando la finanza mondiale, le banche, accaparrandosi i mezzi di informazione degli USA, dell'UK, della Francia, del Canada e delle altre potenze occidentali. Hanno influenzato la società tramite il loro vastissimo network di lobbies sovversive, preso il controllo dei tribunali e delle professioni legali, senza dimenticare la loro infausta presenza ai livelli più alti dei governi delle nazioni più potenti. È abbastanza interessante notare come chi parla del nuovo ordine mondiale, come David Icke, Beppe Grillo ecc., non vengono zittiti, derisi, oppressi.. al contrario, vengono sponsorizzati dalla stampa ebraica.
Chi critica il potere ebraico, il sionismo e la rete criminale giudaica non può nemmeno sognare di acquisire un tale livello di notorietà. Quelli di noi che nominano gli ebrei come coloro che muovono i fili dietro il New World Order, e che sarebbe onesto intellettualmente chiamare Jew World Order, vengono minacciati, arrestati, imprigionati e in certi casi persino uccisi, in una "guerra fredda" messa in atto da una "Jewish Internet Defense Force", una gang di giudei o loro servi e sottoservi che, implacabilmente, si guarda in giro per il web allo scopo di sabotare blogs e siti in cui vengono criticati gli ebrei, Israele o il sionismo. Ma a conti fatti, le bocche da tappare diventano troppe. E' la magia della condivisione globale e del, seppur limitato, libero accesso alle informazioni. Ai posteri.


"Gli ebrei governano questo pianeta per delega, facendo in modo che gli altri lottino e muoiano al posto loro. Ora han conquistato il controllo delle nazioni più importanti... Questa piccolissima comunità ha ora potere su tutto il mondo"

Dr Mahathir Mohamed (Ex Premier Malese, dal 1981 al 2003)

"Vi è un solo potere che è davvero importante: il potere di fare pressioni politiche. Noi ebrei siamo il popolo più potente del mondo perché abbiamo questo potere e sappiamo come esercitarlo.

(Jewish Daily Bulletin, July 27, 1935) ".

(in foto, la "cancellazione" dello stato palestinese, ad opera di Google maps, la scorsa estate)
 https://www.facebook.com/photo.php?fbid=370630383332526&set=a.142795492782684.1073741828.100011567027253&type=3&theater

Testo tratto da:  http://www.daemuk.ch/jew_world_order_il_nuovo_ordine_mondiale_ebraico_zander_fuerza_parte1.html

venerdì 5 maggio 2017

Alla Fondazione Tavistock ingegneria sociale sui bambini



La notizia di un trattamento ormonale per fermare lo sviluppo sessuale dei bambini incerti sul proprio “genere” sessuale risale a qualche anno fa quando il Tavistock Institute iniziò una sperimentazione triennale sulla fascia di età tra i 12 e i 14 anni conclusasi nel 2014, come riportato in un articolo su Repubblica del 20 – 05 di quell’anno. Da quel momento la sperimentazione passò alla fascia di età tra i 9 e i 10 anni:

Cosa fare se un bambino è incerto sul proprio genere sessuale? Se non è sicuro di essere maschio o femmina? Una clinica britannica specializzata nel trattamento degli adolescenti transgender avanza una proposta che fa discutere: somministrare farmaci per ritardare la pubertà, come primo passo verso cure e un eventuale futuro intervento per il cambio di sesso. La Fondazione Tavistock and Portman, un ospedale inserito nel National Health Service, il servizio sanitario nazionale, e quindi intitolato a ricevere finanziamenti pubblici, ha già completato con successo un test triennale di questo tipo su bambini fra i 12 e i 14 anni. Ora pensa di offrire la stessa terapia anche prima, a bambini di 9-10 anni, se necessario: «Perché il trattamento non dipende dall’età bensì dallo sviluppo sessuale del bambino», spiega la dottoressa Polly Carmichael, direttrice del progetto, al quotidiano Daily Telegraph . In altre parole, la pubertà non inizia per tutti nello stesso momento e il sistema per fermarla, se vuole essere efficace, dovrebbe quindi cominciare prima che la pubertà si manifesti.

Dei bambini di 9 anni “incerti” sulla loro sessualità vengono quindi bloccati nel loro sviluppo naturale per dargli modo di prendere tempo per decidere, come se bloccare lo sviluppo fosse un’azione neutra e non una forzatura operata sulla psiche la cui formazione verrà così alterata.

La notizia adesso è che il programma ha ricevuto cospicui fondi e che il numero di casi trattati è in vertiginosa ascesa, come riportato da Federico Cenci su Zenit:


Tra aprile e dicembre dello scorso anno lo Stato ha speso 2,6 milioni di sterline per sottoporre oltre mille bambini a trattamenti finalizzati al cambio di sesso. Una violazione dell’infanzia che assume i contorni di una vera e propria campagna di Stato.
Tutto ha avuto inizio nel 2014, quando Londra ha deciso di aprire alla somministrazione di farmaci per ritardare la pubertà a bambini di nove anni, come primo passo verso un intervento chirurgico. Trattamento offerto dal Servizio sanitario britannico, dunque per mezzo dei soldi pubblici.
La notizia suscitò diverse polemiche. In tanti, Oltremanica, etichettarono l’iniziativa come “orribile”. Alcune associazioni che si occupano dell’infanzia chiesero anche di aprire un’indagine, rilevando che è quantomeno imprudente fare incursioni farmacologiche così gravi sul corpo di un bambino, col solo pretesto che quest’ultimo potrebbe avere disturbi dell’identità sessuale. In età infantile – provarono a spiegare queste associazioni – è difficile riconoscere una reale “disforia di genere” da disagi psicologici di altro tipo, risolvibili con metodi meno invasivi e non irrevocabili.
Ma a nulla valsero queste ragioni che appaiono di buon senso. Il Servizio sanitario britannico andò avanti con l’elargizione di questi farmaci ai bambini. Noti come ipotalamici, bloccano lo sviluppo degli organi sessuali, mettono a freno la produzione di testosterone ed estrogeni, riducendo così al minimo l’impatto del futuro intervento chirurgico, previsto nel corso dell’adolescenza. Nei maschi si evita che la voce diventi più profonda e neutralizza la nascita dei peli, mentre nelle femmine impedisce il ciclo e lo sviluppo dei seni…
…inquietante, del resto, appare l’impennata di casi di “disforia di genere” che tra il 2010 e il 2015 è avvenuta in Gran Bretagna. Di fronte ai 97 casi registrati nel 2010, fa venire le vertigini che in soli nove mesi nello scorso anno i bambini sottoposti a questo trattamento sono stati 1.013.

Un aumento dei casi di disforia di genere trattati con il blocco dello sviluppo pari al 1000% in cinque anni mostra un’espansione del fenomeno che esce dal caso eccezionale per dirigersi verso cifre da diffusione di massa.

Una delle cose che fa notare Federico Cenci nel suo articolo è la correlazione della Fondazione Tavistock e della sua costola, il Tavistock Institute, con esperimenti sociali di massa.

I trattamenti dei bambini con farmaci che ne bloccano lo sviluppo sessuale si configurano come una forma di violenza al normale sviluppo fisico, e alla persona, mascherata da “cura”.

Un esperimento eseguito sulla pelle di soggetti non in grado di valutare in modo consapevole il trattamento a cui vengono sottoposti.
Un esperimento sociale, che si avvia a diventare di massa, che dovrebbe essere impedito dalla magistratura in nome della tutela dei minori ma che invece è finanziato dallo Stato. Qualcosa del genere accadeva nella Germania nazista, poi venne Norimberga.
Forse un giorno anche al Tavistock e al governo inglese qualcuno dirà che erano solo ordini da eseguire.

Enzo Pennetta

https://www.enzopennetta.it/2016/03/alla-fondazione-tavistock-ingegneria-sociale-sui-bambini/

Soros in Italia: perché non è stato arrestato?








 Source photo: https://i.ytimg.com/vi/Joj4syv6R5s/hqdefault.jpg



E’ stato accolto come un accreditato interlocutore dello Stato italiano, il finanziere avrebbe dovuto essere invece arrestato appena messo piede nel nostro paese.

.
La speculazione da lui compiuta contro la Lira nel 1992, con danni per 48 miliardi di Dollari (un attacco simile venne condotto verso la Sterlina), si configura come un caso di aggressione conforme alle moderne definizioni di guerra.


 La svalutazione della lira nel 1992 - Bettino Craxi su George Soros
https://www.youtube.com/watch?v=Joj4syv6R5s





Come infatti dichiarato nel 2015 sulle pagine di Critica Scientifica dal Generale Fabio Mini, ex comandante NATO della KFOR, il concetto tradizionale di guerra attualmente si deve estendere alla guerra finanziaria per bande.
Se l’Italia fosse un paese sovrano e realmente indipendente, la magistratura, sostenuta dalla politica, avrebbe dovuto emettere un mandato di cattura per tale atto di guerra finanziaria e avrebbe dovuto conseguentemente sottoporlo ad interrogatorio per appurare possibilmente le complicità godute in quella circostanza.


Infine avremmo dovuto chiedere il sequestro dei conti bancari a lui riconducibili come indennizzo del danno subito.
Poi disponendo dell’imputato si sarebbe dovuto indagare sulle sue ONG e sull’attività della Open Society Foundations per verificarne l’operato e la sua compatibilità con la Costituzione e le leggi dello Stato italiano anche in relazione alle indagini della magistratura attualmente in corso.


Il fatto che invece il magistrato inquirente, Carmelo Zuccaro, sia stato isolato e criticato al limite del’intimidazione da parte del Governo e della maggior parte delle forze politiche mostra una situazione di subordinazione che rivela il reale stato di mancanza di difesa dello Stato verso queste forme di aggressione.


Alla luce di questi fatti il 25 aprile appena trascorso non è una celebrazione, è nel migliore dei casi un proposito per qualcosa che deve ancora arrivare.


Fonte: http://www.enzopennetta.it/2017/05/soros-in-italia-perche-non-e-stato-arrestato/

giovedì 4 maggio 2017

I Pelasgi, il popolo errante del Mediterraneo





Di Gaetano Cataldo

Il Mare Mediterraneo è stato per millenni al centro del mondo antico e crogiolo etnico dei popoli che, attraverso i flussi migratori e all’avvicendarsi al potere marittimo e commerciale, hanno modellato il volto e il profilo culturale d’Occidente, del Medio Oriente e del Nord Africa, imprimendo così una traccia tanto indelebile e ridondante nella storia umana, direttamente o indirettamente, da generare la Civiltà così come la conosciamo oggi.
Atlantidei, Tirreni, Sherden, Etruschi, Argonauti, Lelegi, e Carî, quale intricato legame di sangue e discendenza tra loro? O stiamo forse parlando di un unico popolo così errabondo da essersi mescolato ovunque nel dna mediterraneo?
Popoli del mare …..una sorta di inesorabile, lenta sovrapposizione di ondate migratorie, maree montanti di umanità, fusione tra razze e culture. Furenti alleati dei Libici i quali, suddivisi nelle tribù dei Lubi (di derivazione etnica Mechta-Afalou), dei Kehek ( o Sped) e dei Mushuash (Meshwesh), ne condividerebbero la discendenza berbera, scesero in battaglia assieme agli Ausoni o Ushasha, ai Teucri (Zeker o Tjeker), ai Kheta , abitanti preistorici della Siria, ai Danai (Danu, Denyen o Danuna) del Peloponneso, ai Šekeleš (di origine egeo-anatolica forse, meglio noti come Shakalasha, provenienti da Saragasson in Pisidia, ed identificati coi Siculi di etnia achea che scacciarono i Sicani nella parte occidentale della Trinacria una volta stanziatisi sull’isola durante l’Età del Bronzo), agli Shardana (Sherden, Shardan o Hyksos), ai Ciprioti, agli Achei (gli Akawasha o Eqwesh citati nell’Iliade), ai Weshesh (forse di origine ittita) e ai Lici (Lukka o Lika). Questi erano dunque i Pelasgici.
Condussero lotte per il potere lungo tutte le rotte terrestri e marittime allora conosciute per ottenere il dominio sulle miniere del rame e dello stagno, assoggettando etnie più deboli sino a confondersi con esse, muovendo decisi verso la civilizzazione di cui erano forieri e che di lì a qualche millennio avrebbe condizionato un intero continente e quelli che sarebbero stati scoperti poi; certo dovette essere un’efferata “guerra del bronzo” per mantenere la supremazia sulle vie commerciali nel Mediterraneo ma costituì allo stesso tempo una sfida necessaria per la sopravvivenza lanciata da queste fiere genti contro la Natura che, ancor più feroce di tutti quanti loro messi assieme, sconvolse tutto il Mediterraneo con bibliche devastazioni: dovevano essere ancora memori di flagelli di epoche di molto anteriori, l’Inondazione del Mar Nero ad esempio, e portavano ancora nel petto l’arcano terrore di Dio e del suo castigo quando, sfiniti ma non sopraffatti, remarono sino al giorno che vide l’apparente declino della loro potenza forse a causa della scomparsa di Atlantide, loro presunto centro carismatico, sintesi civile ed illuminata delle loro culture oppure, più plausibilmente, a causa di quell’evento di immani proporzioni che fu l’Eruzione Minoica che distrusse l’isola di Santorini (Thera) causando gravi mutamenti climatici a breve e lungo termine documentabili sia attraverso la stele della Tempesta che alle Ammonizioni di Ipuwer, testimonianza quest’ultima a cui vengono associate sia la fine della Civiltà Cretese che gli eventi biblici narrati nel Libro dell’Esodo…..con le prue taglienti delle loro navi sottili certamente i Pelasgici delle Cicladi, inventori della crittografia, fecero parte di quella massa liquida, di quello Tsunami che si abbatté su altre popolazioni del Mediterraneo Orientale completandone l’annientamento e menando strage in tutto il Mar Egeo.




Già dal IV millennio a.C., come provano i risultati degli scavi presso Çatal Höyük in Turchia, realizzati prima nel ’55 da James Mellaart e nel ’79 poi da Fritz Schachermeyr, l’antica tribù dei “Pelasgi” mosse verso le terre bagnate dal Mar Egeo, lasciandosi alle spalle concrete tracce della loro civiltà….Attica, Tessaglia, Sesklo, Dimini, Gortina descrivono solo in parte le destinazioni di rotte che per via terrestre e marina questo indomito e paziente popolo ha raggiunto lasciando evidenze di cultura materiale nel Neolitico e disseminando ancora tracce in altri luoghi e in altre ere nel bacino del Mare Nostrum.
E se a Creta v’era un fiume chiamato Messapio perché non reputare si fossero spinti anche in Puglia, indipendentemente dal significato che in seguito si attribuì a Messapia? D’altronde esistono tracce concrete in tutta la “Magna Grecia” come in Basilicata ad esempio ed in Calabria, sia a Crotone che a Botricello, proprio dove venne rinvenuta negli anni ’90 la Lamina Pelasgica tradotta da Domenico Raso.

E nella zona di Cortona nella stessa Etruria o a Kyrtone e Tebe in Beozia? Ed è proprio dalla Beozia che occorrerebbe districare l’intreccio tra la cultura pelasgica e il mito dei Sette contro Tebe collegato all’Apoteosi di Radamanto/ Seqenenra Ta’o II per ripartire e mettere la prua nel corso del tempo dirigendo sino a Creta; qui ritroviamo infatti la pittografia festia e il Disco di Festo a loro attribuiti e che ricondurrebbero sia all’uccisione di Radamanto da parte di Tideo nei pressi della tebana porta Crenida che al leggendario Labirinto e al Vello d’Oro (il cui custode, il Drago Dagan, ritroviamo nei motivi del Santuario di Delfi oppure nei grifoni di Scizia)….eco lontane che narrano di un tempo in cui i faraoni ed i re cretesi erano la stessa autorità che mediava il commercio dei metalli preziosi provenienti dalla Colchide con l’aiuto dei Filistei e grazie ai Feaci che, arrischiandosi a risalire per il signore di Haghia Triada le rotte verso il Danubio, le Simplegadi ed il Mar Nero (Ponto Eusino) sino a percorrere le vie dei Tirreni (Feaci Orientali o Etruschi), emulavano, come si suppone, Giasone e l’equipaggio della nave Argo.

Per quanto ci si chieda se sussistano correlazioni, attraverso i reperti, tra cultura pelasgica e civiltà ellenica media e tarda nell’area di dominio miceneo, esiste un altro nodo arduo da sciogliere per gli studiosi di etnogenesi: “esiste una connessione tangibile tra le prove materiali archeologiche e la possibilità che la cultura linguistica dei “Popoli venuti dal mare” sia non ellenica?”…Analogie tra la toponomastica cretese ed italica certo diventano plausibili nell’ipotesi che vorrebbe Etruschi e Pelasgi derivare proprio dai Berberi e, per quanto la classificazione degli idiomi pelasgici nella toponomastica ellenica vagliata da alcuni studiosi rispecchierebbe un’origine non anatolica, volendo rivolgere lo sguardo verso la regione balcanica troviamo una volta di più flussi migratori incidenti e coincidenti tra Pelasgici e Illiri e assonanze sia tra la lingua etrusca e pelasgica che albanese: di fatto molto s’è avvalsa della sua lingua madre la studiosa albanese Nermin Vlora Falaschi per tradurre diverse iscrizioni sia pelasgiche che etrusche; da non tralasciare l’interessante tesi del professor Olimpio Musso, dell’ateneo fiorentino, che definisce pelasgici un’arcaica popolazione mediterranea stanziatasi anche in Iberia (partendo dalle Isole Baleari e prima ancora dalla Sardegna) almeno a partire dal VI a.C. e che avrebbe influenzato la lingua basca, tanto da definirla di profilo neo-pelasgico.

Non resta immune dalla contesa intellettuale il linguaggio poetico: Robert Graves, in luogo di mitologia greca, ritiene alcuni elementi di essa scaturiscano dal culto pelasgico della “dea bianca“, archetipo della deità di madre natura,tesi,a detta di alcuni sostenitori di Graves, supportata sia dall’interpretazione di testi greci, biblici e gnostici che irlandesi e gallesi risalenti al Medioevo…..tesi guardata però da altri studiosi con circospezione ma largamente accolta nei circoli letterari di molti gruppi neo-pagani.
Nonostante gli storici e i moderni archeologi concordino definendo “Pelasgi” ( o “Pelasgici”) tutte le popolazioni stanziatesi in quegli areali di cultura e lingua diversa da quella parlata dagli invasori greci, molti studiosi, in passato, hanno loro attribuito alcune caratteristiche idiomatico-culturali di origine non indoeuropea, tesi sfatata dalla genetica che ne ha dimostrato l’appartenenza ad aplogruppi di tipo “I” ( 35.000 anni fa aplogruppo “IJ” in Medio Oriente evolutosi nel tipo “I” 25.000 anni fa), “E-V13“, “T” ( gruppi precedentemente siriani che colonizzarono l’Anatolia meridionale nel Neolitico)e “G2A” provenienti dal Caucaso all’incirca 6000 anni fa e dediti alla lavorazione dei metalli e alla pastorizia. Tali etnie, sicuramente precedenti sia alla cultura minoica che ellenica, giustificherebbero, tra le varie altre cose, l’origine del mito della titanomachia, trasposizione dalla realtà delle successive invasioni ioniche, eoliche ed achee, subite dai Pelasgici, sino alla leggenda.
E leggendaria è anche la compenetrazione della cultura pelasgica in diverse aree del Mediterraneo ed enclavi della Grecia continentale ed insulare, tanto che il termine pelasgico resta tutt’oggi un riferimento onnicomprensivo che designa le popolazioni autoctone proto-elleniche nella penisola greca, per ciascun gruppo etnico primitivo autoctono di Micene e, persino, identificante parte della popolazione cretese; di certo antichi autori del passato hanno contribuito a confondere o mescolare le idee,la realtà col mito, reputando con tale termine definizioni, aggettivi e attributi dal diverso significato: abitante delle pianure, epoca dimenticata e luogo precedentemente abitato dai Pelasgi, oppure, considerare attraverso l’avverbio pavlai il significato di anticamente.
Restano da confermare le ipotesi di François Chabas, formulate nel 1873, che identificherebbero i Pelasgi anche coi Peleset, tribù dei popoli del mare antenata dei Filistei stanziatisi in Palestina e Israele (vedasi i porti di Gazae Ashdod), teorie riprese dall’Albright nel ’21 e da Vladimir Georgiev nel ’50; quest’ultimo scoprì antichi manoscritti in cui il nome dei Pelasgi era riportato col termine Pelastoi, similmente riportato col nome dei filistei Peleset sui geroglifici egizi.
In realtà è già dalle tavolette egee di Pylos, redatte in lineare B e risalenti alla tarda Età del Bronzo, che si riscontrano riferimenti riguardanti cospicui movimenti migratori e costituzione di gruppi mercenari composti da misteriose popolazioni provenienti dal mare, mentre sull’obelisco di Biblo (oggi Jbeil ), ascrivibile ad almeno 4000 anni fa, si fa ampia menzione dei Pelasgici, citando i Lukka per tramite di un loro discendente: Kukunnis figlio del capostipite Lukka…etnia questa che ritroveremo assieme ai sardi a sferrare attacchi contro gli Egizi prima ancora della coalizione dei Popoli del Mare, così come testimoniano le lettere di Amarna, risalenti al periodo di Amenofi III ( 1387-1350 a.C.) o di suo figlio Akhenaton; devono essere state frequenti le incursioni sarde a danno degli Egizi stando a quanto riportato nella stele di Tanis (che presenterebbe alcune analogie con la stele di Nora) risalente agli inizi del XII a.C. ed eretta in onore di Sethos I (1289-1278 a.C.), padre di Ramses II…la stele riporta appunto le sue gesta, la cattura di alcuni predoni Shardan ed il loro incorporamento nella milizia egiziana assieme agli Ittiti impiegati durante la battaglia di Qadesh, combattuta nel 1274 a.C. nei pressi del fiume Oronte contro il regno di Muwatalli II e che vedrà vittorioso l’esercito faraonico. Anche Merenptah (1212-1202 a.C.) si trova a dover fronteggiare i Popoli del Mare, stavolta coalizzati nella confederazione dei “Nove Archi” e la Grande Iscrizione di Karnak, l’obelisco del Cairo e la stele di Athribis (città i cui resti si trovano su una collina nei pressi della città di Banha) sono testimonianze che narrano della sconfitta degli invasori pelasgi, mentre la stele di Tebe, pur risalente al periodo di Amenhotep III (1387-1348 a.C.), riporta nelle ultime righe la descrizione di un trattato di pace successivo alla vittoria di Merenptah contro la Lega Libica e di una sua campagna militare verso Canaan a danno di molte popolazioni tra cui gli Ysrỉr (Israele), primo riferimento al Popolo Ebraico. Una fonte altrettanto importante sull’attività pelasgica nel Mediterraneo è costituita da diverse lettere del XII sec. a.C. rinvenute a Ugarit, città un tempo nota anche come Hamadu (o Mahadu), parola sumerica che significa Nave del Levante (oggi Ras Shamra) in cui vengono trattati sia i termini del rilascio di Ibnadushu rapito dagli Shikala (o Sikilaya, invero gli Shekelesh…coloro che vivono sulle navi)e dettati al prefetto dell’antica città siriana tramite una missiva dello stesso re ittita Šuppiluliuma II (1207 al 1178 a.C), figlio di Tudhalia IV, che di veri e propri report di spionaggio attraverso cui il re Hammurabi II di Ugarit (1191-1182 a.C.) avvisò il re cipriota Eshuwara dell’avvistamento al largo della costa anatolica di ben 20 navi shekelesh…altre lettere confermeranno in seguito agli archeologi e agli storici che gli abitanti di Alashiya e gli Ittiti verranno assoggettati dai Popoli del Mare; le iscrizioni di Medinet Habu, per quanto decisamente celebrative, confermano le vittorie del faraone Ramses III(1184-1153 a.C.) riportate in diverse fasi sia sulla Lega Libica che sugli invasori pelasgi dell’area egea. Testimonianze che non solo chiariscono la decadenza della civiltà Ittita, di Micene e del regno dei Mitanni (Naharina) fosse stata provocata proprio dai Popoli del Mare ma, vista la presenza di carri trainati da buoi, donne e bambini durante i conflitti con l’Egitto raffigurati sugli affreschi del tempio, di un loro vero e proprio spostamento in massa più votato alla sopravvivenza che alla conquista.
E come caddero Ḫattuša, Ugarit, Ashkelon e vennero invase la Cilicia (o Kode), Arzawa e Cipro anche l’Egitto, dopo lunghe resistenze e patteggiamenti coi Popoli del Mare (difficile escludere accordi intrapresi “ob torto collo” con i sardi dai vari faraoni succedutisi durante i conflitti piuttosto che a delle sonore sconfitte poiché, come riporterà anche Gaio Sallustio Crispo, i pelasgi sardi di origine Hyksos erano milizia mercenaria di ingente numero non solo in Egitto ma anche a Byblos, Ugarit e, in seguito, anche a Cartagine), dovette cedere all’invasore pelasgico del versante libico a causa di una crisi politico-economica avvenuta nel X a.C., proprio durante l’VIII anno di regno di Ramses III.
Omero li cita nell’Iliade identificandoli come alleati dei Troiani, abitanti della città di Larissa, della città di Argopresso il monte Othrys in Tessaglia (generalmente abitata da Elleni ed Achei) e definisce pelasgico anche il tempio di Dodona dedicato a Zeus ( questa città dell’Epiro tra l’altro ospitava anche le etnie dei Perebi e degli Enieni) menzionando Ippotoo e Pileo, figli di Leto Teutamide, reputandoli leaders pelasgici; nell’Odissea Omero colloca i Pelasgi anche a Creta assieme ai popoli indigeni, agli Achei e ai Dori successivamente emigrati sull’isola; nel Catalogo delle Navi, elenco dei contingenti della milizia greca giunti a Troia, vengono invece collocati geograficamente tra la Tracia e l’Ellesponto, formando, assieme ad Elleni, Achei e Mirmidoni una nutrita schiera. Alleanze, schieramenti e luoghi diversi che confermerebbero l’esistenza di un’unica etnia presente in molte terre.
Pare il fato li condusse da Lemnos a Sparta e in quella fiera e bellicosa terra li chiamarono discendenti degli Argonauti.
Sempre in riferimento alle tesi omeriche Strabone cita Eforo di Cuma, che a sua volta cita Esiodo, e afferma che Dodona fosse sede dei Pelasgi, tribù diffusasi in tutta la Grecia, in particolar modo tra gli Eoli di Tessaglia e che essi discendessero dagli Arcadi ( tesi condivisa in seguito anche da Ellanico che li chiamava Argivi), predilessero la vita militare e diventarono pertanto coloni cretesi; sempre Strabone afferma che i Pelasgici costituirono persino colonie in Adriatico nei pressi di Ravenna,Cere, Pirgi e Regisvilla, mentre Silio Italico tramanda che essi, guidati dal sovrano Aesis risalirono l’adriatico e si insediarono sul colle dell’Annunziata fondendosi con le popolazioni autoctone del Piceno; d’altro canto Acisilao li inserisce tra i discendenti dei popoli del Peloponneso e non a caso le regioni ioniche del Peloponneso, Arcadia ed Attica, ellenizzate per ultime, hanno conservato strutture e tracce da cui è stato possibile risalire agli usi e ai rituali propriamente pelasgici che molto in comune hanno con le popolazioni dell’Illiria sul versante adriatico dei Balcani.
Per Eforo di Cuma, “Pelasgo” era eponimo del padre di Licaione, eroe dell’Arcadia, mentre Asio tramanda fosse il nome del primo uomo generato dalla Terra e designato per creare la razza umana; Ecateo di Mileto afferma addirittura fosse il nome del re di Tessaglia. Eschilo considera patria dei Pelasgi sia Argo ( e pertanto il suo re è Pelasgo, nato dalla Terra come Asio afferma) che Dodona e Strymon; Sofocle, primo autore nella storia a introdurre il termine tirreno, intendendo il Popolo etrusco, reputa appunto pelasgo loro sinonimo; Erodoto invece considera i Tirreni una popolazione limitrofa ai Pelasgici, un gruppo etnico diverso insomma ma dalla lingua comprensibile ad essi, stanziati a Placie e Sclylace, città vicine a Creston, villaggio nei pressi del fiume Strymon nell’Ellesponto, teorizzando comunque essi vivessero anche nella Troade precisamente ad Antandro e Samotracia, benché conosciuti con altri nomi. Indipendentemente da ciò Erodoto, citando Lemnos e Imbro (anche Anticleide reputava fossero i primi insediamenti ove i Pelasgi si stabilirono), asserisce fossero abitate da un’etnia autoctona appartenente all’antico popolo, successivamente assoggettato dagli ateniesi intorno al 500 a.C. , fatto che motiverebbe sia il loro spostamento nell’Ellesponto che le loro incursioni in Attica (e gli Attici li chiamavano Pelargi perché erano come uccelli senza meta, stabilendosi ove il fato voleva) in un’epoca in cui, citando le parole dello stesso autore, “gli ateniesi cominciarono per prima a definirsi greci“.
Pertanto il padre della storiografia assegnando al termine pelasgico sia la funzione linguistica della denotazione che della connotazione, tra le varie altre accezioni, gli attribuisce anche il significato di abitanti della Grecia e qualificandoli come tali, prima ancora degli Ellenici, considererebbe di conseguenza pelasgica tutta la Grecia.
Polibio, Strabone e Conone, in merito alla fondazione della città di Sarno (Sarro anticamente) concordano sul fatto che essa ebbe luogo per mano dell’antica popolazione pelasgica proveniente da Peloponneso e che in quei luoghi i nuovi abitatori si proclamarono Sarrastri, battezzando il fiume, il monte (Saro), il nuovo insediamento e loro stessi con l’appellativo etimologicamente derivante dal nome dello stesso corso d’acqua che scorreva nella precedente patria, il fiume Saron appunto.
E’ lo stesso Marco Onorato Servio a darcene testimonianza citando Virgilio…nell’Eneide d’altronde è riportato: “Sarrastis populos et quae rigat aequora Sarnus“; sotto questo punto di visto è più plausibile, rammentando la tesi di Eforo di Cuma precedentemente esposta, che i Sarrastri, invero i Pelasgici, ebbero sì contatto con le prime popolazioni tirreniche, a patto che ci si riferisca a quelle stanziate nei territori limitrofi all’Agro Sarnese Nocerino. I Sarrastri furono anche i fondatori della città di Nocera (Dionigi di Alicarnasso afferma che i Pelasgi arrivarono in Italia dalla Tessaglia sette generazioni prima della guerra di Troia, distinguendoli però dai Tirreni); in queste aree gli insediamenti e i reperti archeologici risalenti all’età del bronzo e del ferro rinvenuti nella piana sarnese, a Striano e a Poggiomarino (precisamente in località Longola un intero villaggio perifluviale risalente al IV a.C. che non si è faticato a soprannominare la Venezia protostorica è stato riportato alla luce) sono stati innumerevoli e ricorrenti sono gli attrezzi agricoli rudimentali, i manufatti in terracotta e le statuine votive raffiguranti donne e parti del corpo umano per ingraziarsi la divinità del fiume per ottenere fertilità e salute.
E con il nome di Sarrastri gli Etruschi che si spinsero in terra campana li conobbero.
Secondo altre tesi pare fossero stati addirittura gli Etruschi a dare il nome al fiume Sarno, etimologicamente “fiume dalle molte sorgenti“; si rammenta che Varrone identifica gli Etruschi e i Pelasgici come unica etnia insediatasi sulla penisola sbarcando nel Lazio e che Trogo Pompeo si fece testimone della loro colonizzazione in Etruria e Umbria a partire dalla fondazione di Tarquinia e Spina (dopo il ritrovamento della stele di Lemnos, città nei pressi di Troia, avvenuto nel 1885 e fatta risalire al IV sec. a.C. è stato possibile accertare che la lingua lemnia altro non fosse che un dialetto molto simile all’etrusco) ;il tutto in sintonia con le tesi moderne del Prado ( l’ipotesi che identifica Etruschi e Pelasgici come unico popolo fu tuttavia sostenuta anche nel 1901 dal sociologo Giuseppe Sergi), il quale attribuirebbe la prosecuzione della stirpe etrusco-pelasgica per tramite di una cultura durata ben nove secoli sulla nostra penisola e grazie all’organizzazione di una federazione di regni chiamati dodecapoli dei Tursan (Tereš o Turša), chiamati dai greci Tyrsenoi, invero i Tirreni…queste genti pelasgiche giunsero in Italia dalla Tessaglia sette generazioni prima della guerra di Troia e Pelasgo e Nanas, stando a Dionigi d’Alicarnasso, sarebbero proprio i sinonimi etruschi di Ulisse.
Non è ancora chiaro l’effetto che questi flussi migratori ebbero su molti aspetti dell’archeologia pre-romana nel sud laziale ma la tecnica poligonale e l’imponenza delle mura di città come Arpino e del colle Palatino a Roma presentano non poche analogie con costruzioni simili sparse per la Spagna e l’Italia: ne costituiscono un evidente esempio i reperti preistorici delle Isole Baleari ed i megaliti di Nardodipace del 3000 a.C. situati in una zona della Calabria riconducibile alla Terra dei Lestrigoni di memoria omerica…da qui al confronto con le ciclopiche mura egee e la cintura muraria originaria della stessa acropoli di Atene il passo è dunque altrettanto breve e lo stesso Tucidide, riferendosi ad essa e alle fondazioni adiacenti, già le definiva pelasgiche riportando che anticamente si credeva fossero state erette dagli Atlantidei in onore della dea madre (Tanit-Athina) il cui culto, successivamente adeguato all’Olimpo dei greci, avrebbe avuto anche origini numidiche. Prima ancora che scoppiasse la Questione Pelasgica in Italia, tra il 1890 e il 1910, argomentazione che stimolò gli studi del paleontologo Luigi Pigorini rispetto all’origine pelasgica e terramaricola delle popolazioni italiche che influenzarono anche le culture mitteleuropee, Heinrich Schliemann già riportava in auge la tematica sulla necessità di una verifica dell’intera archeologia, necessità che, visto lo stato d’abbandono di molti siti rinvenuti e di altri che tuttavia attendono di riaffiorare ed essere restituiti alla storia, resta molto attuale.
I Pelasgici, gli uomini liberi del Mare e i padroni dell’orientamento primordiale nel Mediterraneo grazie alla Pinace si spinsero ovunque e giunsero sino in Portogallo; essi solcano ancora oggi rotte oscure agli storiografi, percorsi a ritroso complessi e irti di una nebbia che talvolta plagia, adagia e confonde archeologi e antropologi e attendono sempre la nascita di altri uomini intellettualmente liberi ed intraprendenti che sappiano andare oltre la banale concezione che vorrebbe far credere il Mito sia solo un curioso relitto dell’infanzia dell’umanità e onorarne la memoria sino in fondo.
In un instancabile gioco di vanità teso alla individuale ricerca di appartenenza al proprio mito personale piuttosto che alla ricerca approfondita che restituisca la verità storica al comune beneficio, tra archeologia e storiografia delle civiltà e antropologia e genetica dell’amor proprio, continuiamo a comportaci come pesci ciechi in una caverna; eppure l’uomo specchiandosi per scrutare in sé quel frammento di leggenda che da sempre desidera gli appartenga, continua a indagare attraverso storia, cultura e tradizione che lo legano ai suoi fratelli che da una diversa prospettiva osservano il Mare da dove tutti venimmo e i loro simili dall’altra sponda.
Con invidia, arroganza e dubbi diamo nutrimento al pregiudizio, alterniamo i nostri sguardi misurandoci nella vita quotidiana e, a seconda delle necessità che da sempre dettano il verso delle migrazioni, traiamo le conclusioni l’uno dall’altro, con le mani e con gli occhi, coi volti e con la pelle in un confronto che dura da millenni, poche volte costruttivo e alle altre feroce, retorico, sciocco e dall’esito ignorato, se non rifiutato, per quanto scontato e palese.
Ma la Stirpe del Mare di Mezzo è più antica di qualsiasi invidia, arroganza, dubbio, pregiudizio e vanità umana tesi al meschino confronto di individuare differenze e piallarle piuttosto che esaltarne la ricchezza; si preferisce far leva sulle diversità per dividere e spezzare in luogo di esaltare quello spirito di comune appartenenza e di ammettere quanto sangue pelasgico navighi pulsante nelle vene di etnie che da diverse generazioni ormai, fluttuanti tra le correnti della Storia nella dimora più antica e più anticamente civilizzata in cui l’umanità abbia mai vissuto, appartengono ad un unico, armonioso mosaico di persone!
Persone che hanno scontato anche troppo il peccato di non essersi riconosciute da subito nella superba identità culturale che i Pelasgici hanno assegnato loro per sempre e che hanno preferito pagare l’amaro prezzo per essersi crogiolate nella gloriosa polvere del passato senza darvi il giusto valore e per essersi rifugiate tra confini politico-economici fittizi e meschini ben più miseri dell’esteso patrimonio di cui sono detentrici, preferendo subire le limitanti logiche inflitte dagli eredi di un’industrializzazione che non ha mai promesso un riscatto della coscienza dell’uomo attraverso la libera conoscenza, semmai intenta a soggiogare lo spirito e mortificare ogni singolo aspetto della comunità di cui sono parte con una sorta di omologazione economico- culturale controllata e con la limitazione di un pensiero volutamente coercitivo e stolto nel far credere s’appartenga tutt’al più alla ristretta accezione di Mediorientali, Africani del Nord, Europei del Sud o dell’Est; esuli nelle loro stesse terre, rese ostili non solo dalla politica più negligente e corrotta ma soprattutto per la snaturata colpa d’aver perso il premio della conquista più ambita ottenuta da coloro che li hanno preceduto: la libertà di essere davvero fieri delle proprie origini. Queste genti, non proprio come i loro antenati, seguitano a muoversi come bestiame nella futile transumanza della globalizzazione più aberrante e priva di ogni fondamento democratico per ragioni certo economiche ma pur sempre per l’incapacità di valorizzare le ingenti risorse di cui le terre attorno al “Mare Nostrum“, a loro assegnate, sono tutt’ora ricchissime.
E’ tempo dunque di un fiero riscatto d’identità e di appartenenza ad un retaggio ancestrale da parte di ogni singolo membro di questa grande comunità che per quanto continui ad essere detentrice di un sapere millenario e si industri continuamente a ricercare e trovare mezzi, soluzioni e fortune ovunque si trovi, spesso manchi di quella sana autoaffermazione e quella sincera capacità di auto-valorizzarsi che gli consenta di dire: “Io sono Mediterraneo! In me rivivono i Miti e la memoria degli Antenati Pelasgici ed è accesa quella scintilla di leggenda che riecheggia in tutte le terre poste di fronte al “Mare Nostrum”. Nella liturgia del Trittico del Grano, dell’Ulivo e della Vite, nella ricchezza di sapere e sapori con cui da tempo immemore celebro la cultura del Cibo sulle nostre tavole ogni santo giorno da quando è stato acceso un fuoco…..potete darvene conto voi stessi dell’intellettualità tradizionale e raffinata, della familiare genuinità gustativa di quello che mangio, per nutrire anima e corpo, ammettendo voi stessi l’avete, a ragion veduta, definita Dieta Mediterranea e che oggi dalle Colonne d’Ercole e d’Oltralpe raggiunge, almeno idealmente, ogni dove per deliziare persino i vostri palati. Dei profumi e dei colori accesi della Natura che mi circonda, dell’Arte e dell’Ingegno che appartiene alle mie mani, alla mia testa e al mio cuore divulgo i segreti accarezzando rispettosamente le crepe nella pietra dei Monumenti che mi ispirarono e baciando le rughe dei volti di coloro che tramandarono tutto ciò. Narrando la Storia dalla sua culla ove, per quello che significa, ebbero luogo tutte le Fedi e l’adorazione del Dio Unico in tre distinti culti religiosi, vi accompagno presso le Vestigia che lasciai nell’Antico e nel Nuovo Mondo pure per ammirarne i fasti. In un continuo incedere migrante ho dominato i Mari, ho imbrigliato i Numeri e le Lettere, ho assegnato un nome alle Costellazioni, suggerito i vostri codici con le mie Leggi, perfezionato le vostre scienze con la mia Alchimia e con tutte le Scoperte compiute, affilando il vostro pensiero con la mia Filosofia …..lo testimoniano gli Eventi passati e presenti ed i primi romanzi dell’Umanità che qui vennero scritti e si scrivono ancora! Ve lo dico fiero ma senza vanto e col sorriso esorto a far tesoro di quanto m’appartiene invitandovi a compiere assieme a me un viaggio di solidarietà, scambio e rispetto culturale perché possiate diventare testimoni della generosa ospitalità dei miei fratelli e detentori e custodi della ricchezza delle Terre attorno al Mare mio“.
Ci fu un tempo in cui gli Antenati della maggior parte delle popolazioni d’Europa e talune asiatiche erano un solo Popolo che abitava una sola grande Patria; oggi coloro che da essi discendono non sono più una semplice razza, ma una Civiltà, ossia un insieme di culture che si annodano come in uno splendido arazzo in cui tutti i Mediterranei possono riconoscersi anche nei termini epigenetici dettati da una miriade di peculiarità insite nella società, nell’ambiente, nel clima ed in tutto quanto è contenuto in questo areale cosmopolita per vocazione unico nel suo genere ed in continua evoluzione. La Civiltà Mediterranea è l’unica, vera accezione che rende l’Europa e le Terre intorno al Mare il Vecchio Continente. Essere Mediterraneo è il legame che riconduce il Grano all’Olio, l’Olio al Cibo, il Cibo al Vino, il Vino al Mare e l’Uomo al Mito, all’Inventiva e alla Conoscenza in ogni sua forma, alla Danza, alla Musica, alla Gioia di Vivere e di Condividere preservando questa fulgida pelasgica scintilla di Leggenda insita nella nostra straordinaria Identità collettiva.

Si ringrazia Pierluigi Montalbano http://pierluigimontalbano.blogspot.com
Fonte: http://www.mediterraneaonline.eu/