mercoledì 31 maggio 2017

Influssi luciferici, arimanici, asurici (Conferenza di Rudolf Steiner del 1909)


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Oggi ci occuperemo del quesito che cosa effettivamente l’uomo d’oggi possieda con la scienza dello spirito, così come essa è intesa qui; e precisamente cercheremo di rispondere a tale quesito fondandoci sulle così diverse nozioni che abbiamo imparato a conoscere soprattutto nel corso delle conferenze dello scorso inverno.

A tutta prima potrebbe sembrare che questo scienza dello spirito sia una concezione come tante altre oggi.

Si potrebbe pensare: gli enigmi dell’esistenza ci sono, gli uomini cercano coi più diversi mezzi a loro disposizione, sia su vie religiose che scientifiche, di risolvere questi enigmi; o, come si suol dire, gli uomini cercano in tal modo di soddisfare il loro anelito di conoscenza, la loro brama di sapere.

La scienza dello spirito potrebbe dunque essere intesa allo stesso modo delle altre attuali concezioni, si chiamino materialismo, monismo, spiritualismo, idealismo, realismo o altro; potrebbe essere intesa come s’intendono oggi le altre concezioni, come qualcosa cioè che ha da soddisfare solo la brama di conoscere.

Così però non è: bensì grazie alle acquisizioni della scienza dello spirito, l’uomo ha un concreto e continuo patrimonio per la vita, che non soltanto soddisfa i suoi pensieri e le sue esigenze di conoscenza, ma che è un fattore reale della vita stessa.

Se vogliamo comprendere ciò, dobbiamo riferirci oggi a qualcos’altro.

Dobbiamo presentare alla nostra animo il corso dell’evoluzione dell’umanità da un punto di vista ben preciso.

Già altre volte l’abbiamo fatto: ma oggi cercheremo di farlo anche da un altro punto di vista.

Abbiamo spesso guardato indietro ai tempi che hanno preceduto il grande diluvio atlantico, ai tempi in cui i nostri antenati ossia le nostre stesse anime nei corpi dei nostri antenati vivevano nell’antico continente atlantico situato fra Europa, Africa e America.

Abbiamo guardato indietro a tempi ancora più antichi, che designiamo come i tempi lemurici, nei quali le anime umane che oggi sono incarnate stavano ad un livello d’esistenza assai inferiore all’attuale.

Cercheremo ancora una volta oggi di risalire a quell’antica epoca.

Per cominciare diremo: l’uomo ha conseguito il suo gradino attuale nella sfera del sentimento, della volontà, dell’intelligenza, e perfino nell’ambito della sua figura, inquantoché a dar forma all’esistenza terrestre hanno cooperato quelle entità spirituali che nell’universo sono superiori all’uomo.

Abbiamo più volte descritto quali entità spirituali abbiano contribuito a ciò.

Abbiamo parlato degli spiriti che chiamiamo i troni, degli spiriti della saggezza, degli spiriti del movimento, della forma, della personalità e così via.

Sono questi i grandi artefici ed architetti dell’esistenza: sono queste le entità che passo per passo hanno fatto progredire il nostro genere umano fino al punto attuale dell’esistenza.

Oggi però dobbiamo anche chiaramente rappresentarci che anche altre entità e altri spiriti sono intervenuti, oltre a quelli che hanno fatto progredire l’evoluzione umana.

Sono in certo modo intervenute determinate entità spirituali che si contrappongono come nemiche alla potenze spirituali del progresso.

E possiamo indicare per ognuno dei periodi evolutivi sia per il periodo lemurico, sia per l’atlantico, sia anche per il postatlantico in cui viviamo oggi, quali sono le entità spirituali che hanno per così dire ostacolato l’evoluzione quali sono le entità spirituali che si sono contrapposte come nemiche alle entità che intendono solo far progredire l’umanità.

Nell’epoca lemurica, la prima dell’esistenza terrestre di cui oggi ci occupiamo, si sono immesse nell’evoluzione umana le entità luciferiche.

Esse si sono in certo senso contrapposte come nemiche alle potenze che allora intendevano soltanto far progredire l’uomo.

Nell’epoca atlantica si sono contrapposti come nemici alle potenze regolari quegli spiriti che possiamo designare come arimanici o anche mefistofelici.

Gli spiriti arimanici, gli spiriti mefistofelici sono quelli che propriamente (se si prendono i nomi con esattezza) vengono chiamati dalla concezione medioevale gli spiriti di Satana, da non confondersi con Lucifero.

Nell’epoca nostra, ad ostacolare il cammino delle entità spirituali regolari interverranno via via anche altre entità.

Ne parleremo più avanti.

Prima di tutto dobbiamo chiederci quale sia effettivamente stata l’azione degli spiriti luciferici nell’antica epoca lemurica.

Cercheremo oggi di considerare tutto ciò da un punto di vista ben determinato.

Effettivamente, dove si sono intromessi nell’antica epoca lemurica gli spiriti luciferici? Lo comprenderete nel miglior modo se considererete ancora una volta come l’uomo si sia evoluto.

Vi è noto che sull’antico Saturno l’uomo si è evoluto inquantoché i troni hanno effuso la loro propria sostanza, ed è stata data così la prima disposizione al corpo fisico umano.

Vi è noto che poi gli spiriti della saggezza, sull’antico Sole, hanno impresso all’uomo il corpo eterico o vitale.

Poi, dopo l’evoluzione dell’antica Luna durante la quale ad opera degli spiriti del movimento è stato posto il germe del corpo astrale, è toccato agli spiriti della forma di dare sulla nostra terra all’uomo l’io, affinché distinguendosi dal proprio ambiente, l’uomo potesse in certo modo diventare un essere autonomo.

Ma se anche, grazie agli spiriti della forma, l’uomo fosse diventato un essere autonomo nei confronti del mondo esterno, nei confronti di quanto lo circonda sulla terra, mai ad opera degli spiriti della forma egli sarebbe diventato un essere autonomo nei confronti di quegli spiriti stessi; egli sarebbe rimasto dipendente da loro, sarebbe stato guidato e diretto totalmente da loro.

E che ciò non sia avvenuto, è dovuto all’azione, in certo senso perfino benefica, delle entità luciferiche che nell’epoca lemurica si sono contrapposte agli spiriti della forma.

Queste entità luciferiche hanno dato all’uomo la speranza della libertà; d’altra parte gli hanno anche dato la possibilità del male, la possibilità di cadere nelle passioni e nelle brame sensuali.

E a che cosa in sostanza si sono appigliati gli spiriti luciferici? Si sono appiglianti a ciò che c’era già e precisamente a ciò che per ultima era stato dato all’uomo, al corpo astrale che era allora in un certo senso l’elemento più interiore dell’uomo.

Lì essi si sono stabiliti, del corpo astrale essi si sono impadroniti.

Altrimenti, se cioè le entità luciferiche non fossero intervenute, del corpo astrale si sarebbero impadroniti soltanto gli spiriti della forma; e gli avrebbero impresso quelle forze che conferiscono all’uomo il volto umano, quelle forme che appunto avrebbero reso l’uomo immagine degli dei, immagine degli spiriti della forma.

Tutto ciò si sarebbe attuato per l’uomo; ma l’uomo sarebbe rimasto dipendente dagli spiriti della forma durante tutta la vita e per tutta l’eternità.

Le entità luciferiche, dunque, si sono per così dire insinuate nel corpo astrale; per cui da allora, in questo corpo, hanno agito due tipi di entità: quelle che spingono l’uomo in avanti, e quelle che invece ostacolano l’uomo nel suo incondizionato progresso e che hanno in compenso rinsaldato interiormente la sua indipendenza.

Se le entità luciferiche non fossero intervenute, l’uomo, quanto al corpo astrale, sarebbe rimasto in condizione di innocenza e di purezza.

In lui non sarebbe subentrata nessuna passionalità a fargli bramare ciò che solo sulla terra egli può trovare.

Le entità luciferiche hanno reso per così dire più grossolane, più basse le passioni, gli istinti, le brame.

Se le entità luciferiche non fossero intervenute, l’uomo sarebbe rimasto nella condizione di avere una continua nostalgia per la sua patria, per il regno spirituale da cui è disceso.

Non avrebbe trovato piacere nelle cose che lo circondano sulla terra; gli sarebbe stato impossibile trovare un interesse per le impressioni che si ricevono in terra.

A questo interesse, a questa brama per le impressioni terrestri egli è pervenuto ad opera degli spiriti luciferici.

Sono essi che lo hanno impigliato nella sfera terrestre pervadendo il suo elemento più interno, il corpo astrale.

E come mai è accaduto che allora l’uomo non abbia del tutto abbandonato gli spiriti della forma o in genere i regni spirituali a lui superiori? Come mai è accaduto che l’uomo non sia totalmente caduto preda dei suoi interessi egoistici e delle sue brame?

Ciò è accaduto perché gli spiriti che fanno progredire l’uomo hanno preso contro tutto ciò le loro misure; hanno cioè compenetrato l’entità umana di qualcosa che altrimenti in questa entità umana non ci sarebbe stato; l’hanno compenetrata di malattia, di dolori, di sofferenze.

Questo è stato il necessario contrappeso alle azioni degli spiriti luciferici.

Gli spiriti luciferici hanno dato all’uomo le brame sensuali; ma contro ciò le entità superiori hanno adottato le loro contromisure: cosicché l’uomo non potè più soggiacere incondizionatamente all’influsso del mondo dei sensi, perché, come conseguenza delle brame e degli interessi per questo mondo, le entità superiori hanno dato origine alle malattie e al dolore; per cui oggi nel mondo ci sono altrettanti dolori e altrettante sofferenze quanti sono gli interessi rivolti meramente al mondo fisico, al mondo sensibile.

Entrambe le cose si tengono assolutamente in equilibrio: non ne esiste nel mondo una più dell’altra; tante brame sensuali, tante passioni, altrettante malattie e sofferenze.

Questa fu, nell’epoca lemurica, l’azione contrapposta degli spiriti luciferici e degli spiriti della forma.

Se gli spiriti luciferici non fossero intervenuti, l’uomo non sarebbe certo disceso così presto nella sfera terrestre.

La sua passionalità, le sue brame per il mondo sensibile, hanno anche fatto sì che i suoi occhi si siano aperti prima del previsto e che egli abbia potuto vedere anticipatamente tutto l’ambito dell’esistenza sensibile.

Se le cose fossero andate regolarmente, ossia conforme agli spiriti del progresso, l’uomo avrebbe veduto il proprio ambiente solo a partire dalla metà dell’epoca atlantica.

Ma in tal caso egli l’avrebbe veduto spiritualmente, e non come lo vede oggi; l’avrebbe veduto in modo che dappertutto esso sarebbe stato l’espressione di entità spirituali.

Invece, essendo l’uomo stato trasposto in anticipo nella sfera terrestre, avendolo le sue brame e i suoi interessi terrestri spiato più in basso, le cose sono andate altrimenti da come era previsto.

Inoltre, in tutto ciò che l’uomo avrebbe potuto vedere e comprendere, si sono immischiati gli spiriti arimanici , quegli spiriti che possiamo anche designare col nome di mefistofelici.

E l’uomo cadde nell’errore, cadde in quello che, solo, potremmo chiamare il peccato cosciente.

Dalla metà dell’epoca atlantica influisce dunque sull’uomo la schiera degli spiriti arimanici.

E a qual fine la schiera degli spiriti arimanici ha tentato l’uomo? L’ha tentato al fine che egli ritenesse solo cosa materiale tutto ciò che esiste nel suo ambiente; al fine che egli non potesse scorgere attraverso tale elemento materiale il vero sostrato della materialità, ossia lo spirituale.

Se in ogni pietra, in ogni pianta, in ogni animale l’uomo avesse veduto lo spirituale, mai egli sarebbe caduto nell’errore e perciò nel male; bensì, se su di lui avessero influito solo gli spiriti del progresso, l’uomo sarebbe stato preservato da tutte le illusioni a cui sempre dovrà soggiacere se si fonderà soltanto sulla testimonianza del mondo dei sensi.

Ebbene, che cosa hanno intrapreso contro questa tentazione, contro l’errore e l’illusione dovuti al mondo dei sensi, le entità spirituali che intendono trattenere l’uomo nella corrente del progresso? Hanno intrapreso questo: che l’uomo concretamente, e questa volta a buona ragione, fosse per così dire trasportato fuori del mondo dei sensi (naturalmente la cosa è avvenuta lentamente e per grado, ma queste ne sono le cause); in tal modo hanno ridato all’uomo la possibilità di portare e realizzare il proprio karma.

Così, se le entità cui spettava di pareggiare la tentazione degli spiriti luciferici hanno portato nel mondo dolori e sofferenze ed anche la morte che vi è connessa, le altre entità invece cui spettava di correggere ciò che nel mondo dei sensi fluisce dall’errore, hanno dato all’uomo la possibilità, attraverso il karma, di mettere da parte ogni errore , di cancellare ogni male da lui introdotto nel mondo.

Infatti che cosa sarebbe successo se l’uomo fosse esclusivamente caduto nel male, nell’errore? In tal caso l’uomo a poco a poco sarebbe diventato, per così dire, una cosa sola col suo errore; e gli sarebbe stato impossibile di progredire; perché con ogni errore, con ogni menzogna, con ogni illusione, noi ostacoliamo la via del progresso.

Noi retrocederemo sempre di tanto nel nostro progresso, quanti saranno gli ostacoli che vi opporremo con l’errore e col peccato; e se non fossimo in condizione di correggere errore e peccato, noi non potremmo in verità aggiungere la meta umana.

Ci sarebbe impossibile raggiungere la meta umana, se non fossero anche all’opera delle forze contrapposte le forze del karma.

Pensate per esempio di aver commesso in una vita un’ingiustizia.

Questa ingiustizia che avete commesso, se restasse così nella vostra vita, non significherebbe se non che il passo in avanti, che altrimenti voi avreste fatto, ora invece l’avete perduto; e con ogni vostro errore perdereste un passo; e state pur tranquilli, molti passi all’indietro verrebbero fatti! Se non gli fosse data la possibilità di sollevarsi al di sopra dell’errore, l’uomo alla fin fine dovrebbe sprofondare totalmente nell’errore.

Per questa ragione dobbiamo sentire il karma come un beneficio.

Che cosa significa questo beneficio per l’uomo? Forse che il karma è qualcosa di cui l’uomo deve aver paura, per cui deve tremare? No; il karma è una potenza per cui l’uomo dovrebbe effettivamente essere grato ai disegni dell’universo.

Il karma ci dice: se hai commesso un errore, Dio non se ne lascia beffeggiare! Quanto hai seminato, tu dovrai raccoglierlo.

Il tuo errore esige che tu lo corregga; e allora l’avrai eliminato dal tuo karma e potrai di nuovo progredire di un tratto!

Senza il karma il nostro progresso nell’evoluzione sarebbe impossibile.

Il karma ci fa il beneficio di dover pareggiare ogni errore, di dover far di nuovo tutti i passi che abbiamo compiuto a ritroso.

Così il karma è subentrato nell’evoluzione come conseguenza dell’influsso di Arimane.

Ed ora procediamo oltre.

Oggi noi ci stiamo avvicinando ad un’epoca in cui altre entità si accosteranno all’uomo, entità che sempre più si insinueranno nel futuro dell’uomo, si intrometteranno nell’evoluzione umana.

Proprio come gli spiriti luciferici sono intervenuti nell’epoca lemurica e gli spiriti arimanici nell’epoca atlantica, proprio così a poco a poco anche nella nostra epoca interverranno nuove entità.

Rendiamoci ben chiaramente conto quali saranno queste entità.

Di quelle entità che sono intervenute nell’epoca lemurica, abbiamo dovuto dire che esse si sono stabilite nel corpo astrale dell’uomo, che hanno fatto scendere nella sfera terrestre i suoi interessi, i suoi impulsi, le sue brame.

Per essere più esatti, dove si sono stabilite le entità luciferiche?

Potrete comprenderlo solo se terrete conto della suddivisione che è data nella mia Teosofia.

Lì è detto che nell’uomo dobbiamo innanzitutto distinguere il suo corpo fisico; poi il suo corpo eterico o vitale; poi il suo corpo astrale o come è detto lì, il corpo senziente o animico.

Se considerate queste tre elementi costitutivi, essi sono appunto quelli che sono stati dati all’uomo prima della sua evoluzione sulla terra.

Quello che noi chiamiamo il corpo fisico, è stato predisposto sull’antico Saturno; quello che chiamiamo il corpo eterico, è stato predisposto sull’antico Sole; e quello che chiamiamo il corpo animico o senziente, è stato predisposto sull’antica Luna.

Ora, qui sulla nostra terra.

a questi tre elementi se ne sono aggiunti via via altri: in primo luogo l’anima senziente, che è propriamente una trasformazione incosciente, una elaborazione incosciente del corpo senziente, entro la quale si è ancorato, si è insinuato, si è insediato Lucifero.

In secondo luogo, grazie alla elaborazione incosciente del corpo eterico, è sorta l’anima razionale .

Maggiori dettagli in proposito si trovano nel mio saggio sull’educazione del bambino.

In questo secondo elemento dell’anima umana, l’anima razionale, ossia nella parte trasformata del corpo eterico, si è insediato Ariane.

Lì dentro egli sta; e conduce l’uomo a falsi giudizi sulla materia, all’errore e al peccato e alla menzogna, a tutto ciò che proviene appunto dalla sfera razionale dell’anima.

Nel fatto che l’uomo per esempio si abbandoni all’illusione della realtà della materia, dobbiamo scorgere il suggerimento di Ariane, di Mefistofele.

In terzo luogo viene l’anima cosciente, che consiste di una elaborazione incosciente del corpo fisico.

Certo vi ricorderete come sia avvenuta questa elaborazione.

Verla la fine dell’epoca atlantica il corpo eterico del capo entrò totalmente nel capo fisico e trasformò a poco a poco il corpo, fino a farlo diventare un’entità cosciente di sé.

A questa inconscia trasformazione del corpo fisico, all’anima cosciente, l’uomo lavora in sostanza ancor oggi.

E nell’epoca che ora verrà, saranno delle entità spirituali denominate gli ASURA che si insinueranno nell’anima cosciente, e perciò in quello che chiamiamo l'Io dell’uomo (perché l'Io sorge nell’anima cosciente).

Gli Asura svilupperanno il male con una forza anche più intensa di quella delle potenze sataniche nell’epoca atlantica o degli spiriti luciferiche nell’epoca lemurica.

Il male che gli spiriti luciferici, insieme al beneficio della libertà hanno arrecato all’uomo, l’uomo lo espierà tutto quanto durante il corso dell’evoluzione terrestre.

Il male che gli spiriti arimanici hanno creato, potrà essere rimosso nel corso del divenire, grazie alla legge karmica.

Ma quel male che sarà arrecato dalle potenze Asuriche, non potrà similmente essere espiato.

Se gli spiriti buoni hanno dato all’uomo dolori e sofferenze, malattie e morte, affinché nonostante la possibilità del male, egli potesse evolversi ulteriormente, se gli spiriti buoni hanno dato, in contrapposizione alle potenze arimaniche, la possibilità del karma, per pareggiare l’errore, non sarà invece altrettanto facile contrapporsi agli spiriti asurici durante il corso dell’esistenza terrestre.

Perché questi spiriti riusciranno ad ottenere che tutto quanto sia da loro afferrato (ed è proprio la zona più profonda ed intima dell’uomo, l’anima cosciente con l'Io) che l'Io dell’uomo si congiunga con la sfera materiale della terra.

Pezzo per pezzo, verranno estirpate dall’io le sue parti; e man mano che gli spiriti asurici si stabiliranno entro l’anima cosciente, l’uomo dovrà lasciare sulla terra, via via, le parti della sua esistenza.

Quanto cade preda delle potenze asuriche è irrevocabilmente perduto.

Non è che l’uomo debba cadere intero in loro mano; ma dallo spirito dell’uomo verranno tagliati fuori ad opera delle potenze asuriche, dei pezzi.

Le potenze asuriche si annunziano nella nostra epoca attraverso lo spirito operante oggi, attraverso lo spirito che vive esclusivamente nella sfera del materiale e nell’oblio di ogni reale entità spirituale e di ogni mondo spirituale.

Potremmo dire: che le potenze asuriche seducano l’uomo, è oggi un fatto ancora piuttosto teorico.

Oggi esse lo adescano in molti modi, facendogli credere che il suo io sia il risultato del mero mondo fisico; lo seducono ad una specie di teorico materialismo.

Ma nel corso ulteriore del divenire (e ciò si annunzia sempre più nelle caotiche passioni della sfera dei sensi, passioni che scendono sulla terra sempre più in basso), esse ottenebreranno lo sguardo dell’uomo nei confronti delle entità spirituali e delle potenze spirituali.

L’uomo non saprà nulla e non vorrà saper più nulla di un mondo spirituale.

Non si limiterà ad insegnare che le più alte idee morali umane sono soltanto sviluppi superiori degli impulsi animali; non si limiterà ad insegnare che il pensiero umano è soltanto una trasformazione di ciò che anche l’animale possiede; non si limiterà ad insegnare che l’uomo è affine all’animale in ciò che concerne la sua figura e che anche tutta la sua entità discende dall’animale; bensì prenderà questa concezione sul serio e vivrà conforme ad essa.

Oggi ancora egli non vive proprio conformandosi al principio secondo il quale l’uomo, con la sua entità, discende dall’animale.

Ma questa idea si farà strada senz’altro, e avrà come conseguenza che, con essa, gli uomini vivranno anche come animali e si sprofonderanno negli istinti e nelle passioni puramente animali.

E in molte cose che qui non è il caso di descrivere, in molte delle selvagge orge di vana sensualità che oggi soprattutto nelle grandi città vanno affermandosi, noi già vediamo risplendere i grotteschi inferni di quegli spiriti che designiamo come asurici.

Torniamo indietro ancora una volta.

Abbiamo detto che sono stati gli spiriti del progresso ad inviare all’uomo sofferenze e dolori ed anche la morte.

Ciò è chiaramente annunziato nella Bibbia: tu partorirai i tuoi figli con dolore! La morte è venuta nel mondo.

Ecco quando è stato destinato all’umanità dalle potenze che si contrappongono alle potenze luciferiche.

E chi ha dato all’uomo il karma? Chi in genere ha dato all’uomo la possibilità che un karma esista? Potrete comprendere quanto diremo ora, se non vi atterrete pedantescamente al concetto terrestre del tempo.

Col concetto terrestre del tempo, l’uomo crede che quanto una volta accade qua o là, abbia un effetto soltanto su ciò che segue.

Ma nel mondo spirituale le cose stanno altrimenti: ciò che accade in un determinato momento, si mostra già prima nei suoi effetti, è già presente prima nei suoi effetti.

Donde proviene il beneficio del karma? Donde propriamente deriva questo beneficio nella nostra evoluzione terrestre? Il karma non deriva, in tutta l’evoluzione, da nessun’altra forza che da quella del Cristo.

Anche se il Cristo è apparso soltanto più tardi, tuttavia da sempre egli è stato presente nella sfera spirituale della terra.

Già negli antichi oracoli atlantici i sacerdoti parlavano della Spirito del Sole, del Cristo.

Nel periodo di civiltà indiano i Santi Risci parlavano di Visva Karman; in Persia Zaratustra parlava di Ahura Mazdao; Hermes parlava di Osiride; e Mosé che preannunziò il Cristo, parlava di quella forza che, grazie al suo nucleo eterno, costituisce un pareggio per tutto quanto è naturale, parlava della forza che vive nell’io sono colui che sono.

Tutti parlavano del Cristo.

Ma dove era possibile trovare il Cristo in quegli antichi tempi? Solo là dove l’occhio spirituale aveva facoltà di guardare, ossia entro il mondo spirituale.

Nel mondo spirituale era sempre possibile trovarlo, ed egli era in quel mondo sempre attivo, e da quel mondo operava.

Egli è colui che, già prima di discendere sulla terra, diede all’uomo la possibilità del karma.

Poi egli stesso comparve sulla terra; e noi sappiamo che cosa sia stato dato all’uomo appunto perché egli comparve sulla terra.

Abbiamo descritto il suo influsso sulla sfera stessa della terra.

Abbiamo parlato del significato dell’evento del Golgota.

Abbiamo detto del suo influsso anche su coloro che quando quell’evento ebbe luogo, non erano incarnati in un corpo terrestre, ma erano nel mondo spirituale.

Sappiamo che nel momento in cui sul Golgota il sangue fluì dalle ferite, lo spirito del Cristo apparve agli Inferi; e abbiamo detto: in quel momento tutto il mondo dello spirito fu come attraversato da un’illuminazione, da un rischiaramento.

In breve, abbiamo detto che la comparsa del Cristo sulla terra è l’evento più importante anche per quel mondo in cui l’uomo vive fra la morte ed una nuova nascita.

Dal Cristo ha origine un’azione assolutamente reale.

Basta chiederci che cosa sarebbe accaduto della terra, se il Cristo non vi fosse apparso.

Potrete misurare tutto il significato per la terra della comparsa del Cristo, dalla contro-immagine di una terra priva di Cristo.

Supponiamo per un momento che il Cristo non sia comparso, che l’evento del Golgota non abbia avuto luogo.

Prima della comparsa del Cristo per le anime degli uomini più progrediti, degli uomini che avevano sviluppato il più profondo interesse per la vita terrestre, era proprio una realtà il detto dei Greci: meglio essere un mendicante sulla terra, che un re nel regno delle ombre.

Perché prima dell’evento del Golgota, nel mondo spirituale, le anime si sentivano sole e avviluppate dalla tenebra.

Per coloro che attraversavano le porte della morte ed entravano nel mondo spirituale, quel mondo non era trasparente in tutta la sua luminosa chiarità.

Ciascuno si sentiva solo, fra lui ed ogni altro si erigeva come un muro.

E ciò avrebbe assunto un grado sempre maggiore.

Gli uomini, nel loro io, si sarebbero induriti, sarebbero stati rimandati totalmente a se stessi, nessuno avrebbe trovato un ponte verso l’altro uomo.

Gli uomini poi si sarebbero reincarnati; e se l’egoismo prima era già grande, ad ogni nuova incarnazione sarebbe diventato sempre più immane.

L’esistenza della terra, nel suo insieme, avrebbe reso l’uomo via via sempre più selvaggiamente egoista.

Sul globo terrestre nessuna possibilità mai vi sarebbe stata per una fraternità per una interiore armonia delle anime: perché, ad ogni passaggio attraverso la sfera spirituale, sarebbero penetrati nell’io influssi sempre più possenti.

Tutto ciò sarebbe avvenuto in una terra senza Cristo.

Che l’uomo a poco a poco possa ritrovare la via che va da anima ad anima, che giunga alla possibilità di effondere su tutta l’umanità la grande forza della fratellanza, è dovuto al fatto che il Cristo è apparso sulla terra, che l’evento del Golgota ha avuto luogo.

Così il Cristo ci si presenta come quella potenza che ha reso possibile all’uomo di sfruttare l’esistenza della terra in modo adeguato, il che significa appunto di configurare nel modo adeguato il karma.

Perché il karma ha da essere dipanato proprio qui sulla terra.

Che nell’esistenza terrestre fisica l’uomo trovi la forza di correggere adeguatamente il suo karma, che abbia la possibilità di uno sviluppo continuo, questo egli lo deve all’azione del Cristo, alla presenza del Cristo nella sfera della terra.

Vediamo dunque che ad attuare il corso dell’evoluzione dell’umanità collaborano le più diverse forze ed entità.

Possiamo adesso scorgere ben chiaramente ciò che prima abbiamo solo potuto accennare genericamente: se il Cristo non fosse, venuto sulla terra, l’uomo si sarebbe sommerso entro l’errore, perché sempre più si sarebbe indurito, sarebbe diventato per così dire una sfera a sé, del tutto chiusa, in sé, e nulla avrebbe saputo delle altre entità.

A questa situazione l’uomo sarebbe stato spinto dall’errore e dal peccato.

Così il Cristo è appunto il portatore di luce che ci conduce fuori dall’errore e dal peccato; e grazie a lui l’uomo è in grado di trovare la sua strada verso l’alto.

Ma ora dobbiamo chiederci: che cosa ha perduto l’uomo discendendo dal mondo spirituale? Che cosa ha perduto impigliandosi, per influsso di Lucifero, nelle brame e nelle passioni, e poi, per influsso di Arimane nell’errore, nell’illusione, nella menzogna? L’uomo ha perduto la visione diretta del mondo spirituale, ha perduto la comprensione per il mondo spirituale.

Che cosa dunque deve l’uomo riconquistare? Deve riconquistare la piena comprensione per il mondo spirituale .

E l’azione del Cristo potrà essere compresa dall’uomo, quale essere autocosciente, solo in quanto egli giunga alla piena comprensione del suo significato.

Certo, la forza del Cristo esiste; non è stato l’uomo a portarla sulla terra.

La forza del Cristo è venuta sulla terra appunto grazie al Cristo.

Grazie al Cristo è stata data all’umanità la possibilità del karma.

Ora però l’uomo, quale essere autocosciente, deve riconoscere la natura del Cristo e il rapporto del Cristo col mondo intero.

Solo in tal modo potrà operare realmente come un io.

Se ora dopo che il Cristo è vissuto sulla terra, l’uomo non si limita a riceverne dentro sé incoscientemente la forza, se non si limita ad essere soddisfatto che il Cristo sia venuto e a credere che egli si curerà del suo progresso e lo redimerà, se l’uomo non si limita a ciò, ma dice: io voglio conoscere che cosa sia il Cristo, come egli sia disceso qui, voglio col mio spirito aver parte all’opera del Cristo - così dicendo che cosa fa l’uomo?

Ricordiamoci che , essendosi gli spiriti luciferici insinuati nel corpo astrale dell’uomo, questi è disceso nel mondo sensibile; e che appunto perciò, da un lato ha potuto soggiacere al male, dall’altro ha anche conseguito la possibilità della libertà autocosciente.

Lucifero sta immerso profondamente nella natura dell’uomo, lo ha per così dire tratto giù sulla terra, lo ha impigliato nell’esistenza della terra.

E avendo Lucifero per primo portato sulla terra le passioni e le brame che risiedono nel corpo astrale, anche Arimane poi ha potuto aver presa sul corpo astrale e sull’anima razionale.

Ma in terra è venuto il Cristo, e con lui quella forza che può di nuovo ricondurre su l’uomo al mondo spirituale.

E ora l’uomo, se vuole, può conoscere il Cristo.

Ora può accumulare in sé tutta la saggezza che occorre per conoscere il Cristo.

E così facendo che cosa produce l’uomo? Qualcosa di prodigioso! Se l’uomo riconosce il Cristo, se veramente accoglie in sé tutta la saggezza necessaria per comprendere che cosa il Cristo sia, allora, mercé la conoscenza del Cristo, egli redime se stesso e insieme redime le entità luciferiche.

Se l’uomo dicesse solo: io mi accontento che il Cristo sia venuto, io mi lascio redimere inconsapevolmente, allora egli non contribuirebbe affatto alla redenzione delle entità luciferiche.

Queste entità che hanno donato all’uomo la libertà, ora gli offrono anche la possibilità di usare questa libertà in modo libero, per comprendere il Cristo.

Così gli spiriti luciferici vengono purificati e purgati nel fuoco del cristianesimo; e quanto di male dagli spiriti luciferici è stato arrecato alla terra, ora viene trasformato da maleficio in beneficio.

La libertà è stata conseguita: verrà però assunta nella sfera spirituale come un beneficio.

Che l’uomo sia in grado di far ciò, che egli possa riconoscere il Cristo, che Lucifero risorga in nuova figura e possa ricongiungersi, quale spirito di bellezza, col Cristo, questo lo disse il Cristo stesso, ancora come una profezia a coloro che gli stavano intorno: voi potete essere illuminati dallo spirito nuovo, dalla Spirito Santo! Lo Spirito Santo altro non è che colui grazie al quale anche si comprende che cosa in sostanza il Cristo abbia compiuto.

Cristo non ha voluto soltanto agire; ha voluto anche essere conosciuto, ha voluto anche essere compreso.

Perciò fa parte della realtà cristiana che agli uomini venga inviato lo spirito ispiratore, lo Spirito Santo.

La pentecoste fa parte spiritualmente della Pasqua, non è da separarsi dalla Pasqua.

Lo Spirito Santo non è altro che lo spirito luciferico risuscitato ed ora assurto a più pura e maggior gloria, lo spirito della conoscenza autonoma, della conoscenza piena di saggezza.

Il Cristo stesso profetizzò per gli uomini questo spirito, profetizzò che sarebbe apparso dopo di lui; e noi ora dobbiamo proseguire in questo senso la sua azione.

E che cos’è proseguire la sua azione? Cerchiamo di comprenderlo: è proprio la corrente universale della scienza dello spirito a proseguire la sua azione! Che cos’è la corrente universale della scienza dello spirito? E’ la saggezza dello spirito: quella saggezza che solleva piena coscienza ciò che altrimenti nel cristianesimo resterebbe incosciente.

Il Cristo è preceduto dalla fiaccola di Lucifero risuscitato, di Lucifero convertito al bene, che porta il Cristo stesso.

Egli è il portatore della luce; Cristo è la luce.

Come dice il suo nome, Lucifero è il portatore della luce.

Ma appunto questo ha da essere il movimento scientifico spirituale, appunto questo è da intendersi come movimento scientifico spirituale.

E quei maestri che hanno compreso che il progresso dell’umanità dipende dalla comprensione dell’evento del Golgota, sono uniti insieme entro la direzione dell’umanità come i maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti.

E come un tempo le lingue di fuoco discesero aleggiando sulla comunità, quasi in un vivo simbolo universale così quello che il Cristo stesso denominò lo Spirito Santo domina come luce sulla loggia dei dodici maestri.

Il tredicesimo è la guida della loggia dei dodici.

Lo Spirito Santo è il grande maestro di quelli che noi chiamiamo i «maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti»

Sono essi dunque coloro che attraverso cui la voce e i contenuti di saggezza dello Spirito Santo fluiscono giù sulla terra per l’umanità, in questa o quella corrente.

I contenuti di saggezza trasmessi dal movimento scientifico spirituale al fine di comprendere il mondo ed entro il mondo gli spiriti, fluiscono ad opera dello Spirito Santo entro la loggia dei dodici; ed in sostanza è questo che a poco a poco condurrà l’umanità alla libera autocosciente comprensione del Cristo e dell’evento del Golgota.

Coltivare la scienza dello spirito significa dunque comprendere che il Cristo ha inviato nel mondo lo Spirito Santo; per cui al vero cristianesimo spetta coltivare la scienza dello spirito.

Ciò apparirà agli uomini sempre più evidente.

E allora essi si accorgeranno di avere, nella scienza dello spirito, qualcosa che è un patrimonio reale per la vita.

Ecco quanto gli uomini posseggono grazie alla scienza dello spirito: a poco a poco diverranno coscienti che il Cristo è lo spirito che illumina il mondo.

E ne risulterà come conseguenza che qui su questo nostro globo terrestre, nel mondo fisico, gli uomini progrediranno nel campo morale, nel campo dell’intelletto, nel campo della volontà.

Mediante la vita sul piano fisico il mondo si spiritualizzerà sempre più.

Gli uomini diventeranno migliori e più forti e più saggi, e vorranno sempre più a fondo guardare e penetrare nei profondi sostrati e nelle sorgenti dell’esistenza.

Essi porteranno nella vita soprasensibile i frutti conseguiti in questa vita sensibile, e sempre di nuovo, ad ogni nuova incarnazione, dalla vita soprasensibile li riporteranno qui.

Così sempre più la terra diventerà espressione del suo spirito, espressione dello spirito del Cristo.

E a poco a poco la scienza dello spirito verrà compresa in base ai fondamenti del mondo.

Verrà compreso che essa è una potenza reale e concreta.

Oggi, sotto molti aspetti, l’umanità è prossima a perdere del tutto lo spirito.

Già è stato detto recentemente in una conferenza pubblica che oggi gli uomini sono afflitti dalla paura del carico ereditario.

La paura delle tare ereditarie è quanto mai un frutto del nostro tempo materialistico.

Ma è forse sufficiente per l’uomo illudersi che si tratta di una paura assolutamente superflua? No, non è affatto sufficiente.

L’uomo che non si cura del mondo spirituale, che non accoglie nell’anima ciò che può fluirgli dal movimento scientifico spirituale, è soggetto alle tare che gli provengono dalla linea ereditaria fisica.

Solo compenetrandosi di ciò che può provenirgli dalla corrente spirituale della scienza dello spirito, egli potrà rendersi padrone di quanto gli fluisce dalla linea ereditaria, riconoscendolo come non importante, e potrà riportare vittoria su tutto quanto nel mondo esterno gli si va accostando ad opera delle potenze ostacolatrici.

L’uomo giunge a dominare la sfera del sensibile non con le disquisizioni filosofiche, non con le discussioni; non col dire che lo spirito esiste; bensì compenetrandosi con lo spirito, accogliendolo realmente in sé e volendo realmente imparare a conoscerlo in tutti i particolari.

Allora, grazie alla scienza dello spirito, gli uomini nel mondo fisico diverranno sempre più sani.

Perché la scienza stessa dello spirito diventerà il rimedio che renderà gli uomini, nel mondo fisico, belli e sani.

E la forza vera della scienza dello spirito ci risulterà anche più evidente, se considereremo la sfera in cui l’uomo entra quando varca la porta della morte.

Questo però è qualcosa che l’uomo oggi può scorgere solo con grande difficoltà.

L’uomo pensa: perché mai devo preoccuparmi di quanto avviene nel mondo spirituale? Quando morirò, entrerò senz’altro in quel mondo; e allora vedrò e udirò bene ciò che vi si trova! Questo atteggiamento di comodità potrete riscontrarlo in innumerevoli varianti: perché mai mi dovrei preoccupare dello spirituale, prima di morire? Lo vedrò bene, a suo tempo; perché del mio rapporto col mondo spirituale io nulla posso cambiare, sia che me ne occupi, sia che non me ne occupi! Così però non è.

Chi pensa così, imparerà a conoscere un mondo fosco e oscuro.

Sarà per lui come se non possa distinguere molto di quello che sui mondi spirituali si trova descritto nel mio libro Teosofia.

Infatti, che qui nel mondo fisico l’uomo possa congiungere col mondo spirituale anima e spirito, è proprio questo a renderlo capace di vedere, perché a questo già oggi si è preparato qui.

Il mondo spirituale esiste: ma la facoltà di vedere in esso, dobbiamo acquistarcela qui sulla terra; altrimenti nel mondo spirituale saremo ciechi.

Così la scienza dello spirito è la forza che sola, in genere dia la possibilità di penetrare coscientemente nel mondo spirituale.

Se il Cristo non fosse apparso sulla terra, l’uomo sprofonderebbe entro il mondo fisico e non potrebbe entrare nel mondo spirituale.

Invece, grazie al Cristo, egli viene innalzato nel mondo spirituale diventando in esso cosciente, riuscendo in esso a vedere.

Ciò dipende dal fatto che egli possa anche congiungersi con colui che il Cristo ha mandato, con lo Spirito Santo; altrimenti dovrebbe restare incosciente.

L’uomo deve conseguire l’immortalità: e un’immortalità inconsapevole non è ancora immortalità.

Già maestro Eckhart scrisse in proposito le belle parole: se io stesso fossi un re, ma lo ignorassi, non sarei un re! Egli però intendeva dire: che cosa servono all’uomo tutti i mondi spirituali, se egli ignora che cosa essi sono! Solo nel mondo fisico noi possiamo conseguire la facoltà di percepire il mondo spirituale.

Ciò dovrebbe essere preso seriamente in considerazione da coloro che chiedono: perché in genere l’uomo è disceso entro il mondo fisico? L’uomo è disceso qui per poter diventare veggente nel mondo spirituale.

Nel mondo spirituale egli resterebbe cieco se non fosse disceso sulla terra e non vi avesse conseguito l’autocoscienza con cui poter tornare nel mondo spirituale in modo che ora questo gli si presenti all’anima luminoso.

La scienza dello spirito non è dunque soltanto una concezione, bensì è qualcosa senza cui l’uomo non potrebbe, nella sua parte immortale, saper nulla dei mondi immortali.

La scienza dello spirito è una forza reale, è qualcosa che fluisce nell’anima come una realtà.

E mentre siamo qui seduti a coltivare la scienza dello spirito, noi non solo apprendiamo qualcosa, ma cominciamo a svilupparci, a diventare tali quali altrimenti non diventeremmo.

Questa è la differenza fra la scienza dello spirito e le altre concezioni.

Tutte le altre concezioni si riferiscono al sapere umano: la scienza dello spirito si riferisce all’esistenza umana.

Se consideriamo le cose nel modo giusto, dobbiamo dirci: visti appunto in questa luce, il Cristo, lo Spirito Santo e la scienza dello spirito ci appaiono in una connessione essenziale.

Di fronte ad una tale connessione, svanirà tutto quanto oggi può essere detto con superficialità: come per esempio che una corrente occidentale dell’occultismo si intromette, nemica, in una corrente orientale.

No, non ci sono due occultismi: c’è solo un occultismo, su questo non si può discutere; e non ci sono opposizioni fra un occultismo occidentale ed un occultismo orientale.

Esiste un’unica verità.

E se qualcuno chiede: bene, ma se l’occultismo orientale e quello occidentale sono la medesima cosa, perché nell’occultismo orientale non si riconosce il Cristo? Quale risposta dovremo dare al riguardo? Dovremo rispondere che non tocca a noi rispondere su ciò.

Noi non abbiamo il dovere di rispondere su ciò; perché noi riconosciamo pienamente l’occultismo orientale.

Domandiamoci: riconosciamo noi ciò che l’occultismo orientale dice di Brama, dice del Buddha? Si, noi lo riconosciamo .

Noi comprendiamo che il Buddha, in un modo o nell’altro, si è sollevato fino alla sua altezza.

E non neghiamo alcuna delle verità dell’Oriente, perché sono positive.

Perché però ciò dovrebbe impedirci di riconoscere anche quanto trascende tali verità? Ciò non può esserci impedito.

Noi riconosciamo quanto l’occultismo orientale afferma: ma ciò non ci impedisce di riconoscere anche le verità occidentali.

Se ci viene detto che è una concezione deteriore degli orientalisti quella seconda la quale il Budda sarebbe morto per un indigestione di carne di maiale - come affermano certi eruditi - e se veniamo informati che tutto ciò ha un significato più profondo, ossia che il Budda ha trasmesso ai suoi intimi discepoli troppa saggezza esoterica per cui questo eccesso sarebbe diventato per lui una specie di karma, questo noi lo accettiamo.

Noi diciamo: dietro a tutto ciò stanno certamente le più profonde nozioni esoteriche che voi esoterici orientali trasmettete.

Se poi però ci viene detto che nessuno può comprendere che Giovanni abbia ricevuto l’Apocalisse a Patmo fra lampi e tuoni, allora noi rispondiamo: chiunque sappia che cosa sia da intendersi con ciò, sa anche che si tratta di una verità.

Noi non neghiamo la prima cosa, ma non possiamo riconoscere come giusta la seconda.

A noi non viene neppure in mente di obiettare qualcosa, quando vien detto che il corpo astrale del Buddha è stato conservato e più tardi incorporato nel Shankaracharya.

Ciò però non può impedirci di insegnare che il corpo astrale di Gesù di Nazaret è stato conservato, è apparso in un certo numero di riproduzioni ed è stato incorporato in diverse personalità che hanno operato nel senso del cristianesimo, come in Francesco d’Assisi o in Elisabetta di Turingia.

Noi non neghiamo neppure una delle verità dell’esoterismo orientale.

Se dunque ci viene domandato perché qualcosa venga negato e perché, esistano degli avversari, non tocca a noi di rispondere.

Toccherebbe a noi rispondere, se fossimo noi ad avversare qualcosa.

Ma ciò non è.

E’ chi nega qualcosa che ha il dovere di rispondere: non chi ammette qualcosa.

Nelle prossime settimane, prendendo lo spunto da tutto ciò, potrà essere reso evidente il nesso fra la scienza dello spirito e l’evento del Golgota; il compito e la missione del movimento scientifico spirituale potranno così sollevarsi ad una sfera superiore, in quanto questo movimento è la realizzazione di quella ispirazione, di quella potenza, che il Cristo ha designato come Spirito Santo.

Vediamo dunque che nel mondo collaborano diverse potenze, che tutto quanto in apparenza contrasta col progresso dell’umanità, si rivela in sostanza come un beneficio.

E vediamo pure che dopo Cristo, di epoca in epoca, lo spirito luciferico che ha dato all’uomo la libertà , riapparirà in nuova figura; che Lucifero, lo spirito guida portatore di luce, troverà la sua redenzione.

Perché tutto quanto è contenuto nel piano del mondo è cosa buona; e il male ha una consistenza solo per un certo tempo.

Perciò all’entità del male crede solo chi scambia il transitorio con l’eterno, e non potrà mai comprendere il male chi dal transitorio non ascenda all’eterno.

Fonte: http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/maestri/influssi.htm

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