SIMBOLISMO


René Guénon
Il Re del Mondo

IX - L’«Omphalos» e i betili

Stando a quel che riferisce Ossendowski, il «Re del Mondo», in tempi lontani, apparve più volte in India e nel Siam «benedicendo il popolo con una mela d’oro sormontata da un agnello»; questo particolare assume tutta la sua importanza se lo si accosta a quanto dice Saint-Yves del «Ciclo dell’Agnello e dell’Ariete»[1]. D’altra parte, e questo è ancora più notevole, nella simbolica cristiana esistono innumerevoli rappresentazioni dell’Agnello su una montagna dalla quale scendono quattro fiumi che sono evidentemente identici ai quattro fiumi del Paradiso terrestre[2]. Abbiamo detto prima che l’Agarttha, anteriormente all’inizio del Kali-Yuga, portava un altro nome; tale nome era Paradêsha, che in sanscrito significa «Contrada suprema», e ciò si adatta bene al centro spirituale per eccellenza, designato anche come il «Cuore del Mondo»; da questa parola i Caldei hanno tratto Pardes e gli Occidentali Paradiso. 

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Il suono dell'essenza è chiamato dai Sufi “Saute Surmad”, che significa: “l'intero universo ne è pervaso.” I Sufi chiamano il suono fondamentale “Saute Surmad”, la nota che riempie il cosmo. Le frequenze di questo suono sono troppo sottili per essere viste con gli occhi o udite con le orecchie...Fu il “Saute Surmad”, la nota dell'essenza che Maometto percepì quando ricevette l'illuminazione nella grotta di Gare Hira. Anche il Corano conosce il suono il cui significato è “Sia fatto...”. Mosè udi il medesimo suono sul monte Sinai durante la sua unione con Dio, lo stesso vale per Gesù quando nel deserto si unì al padre celeste. Shiva udi lo stesso “Anahad Nada” nel suo Samadhi nelle grotte dell'Himalaya. Il flauto di Krishna è il simbolo di questo suono. E' il suono sorgente di tutta la manifestazione, che i Maestri ricevono da dentro...”Colui che conosce il mistero del suono conosce il mistero dell'intero universo”.

Hazrat Inayat Kahn

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 Percorrendo la fascia zodiacale, il sole attraversa ogni anno i quattro punti cardinali chiamati equinozi e solstizi.
Questi quattro punti, solstizi ed equinozi, coincidono con le quattro feste dette cardinali: Natale, Pasqua, S. Giovanni e San Michele, feste istituite dagli Iniziati per ricordare agli uomini che in quelle date il sole immette nell'universo delle forze particolarmente potenti, forze che gli uomini, se coscienti, hanno la possibilità di utilizzare per la loro evoluzione.
L'invio di tali forze è organizzato e regolato da grandi spiriti che hanno ai loro ordini molti altri spiriti di minore importanza, incaricati di distribuire le energie sulla superficie del pianeta. Una moltitudine di spiriti si dedica a questa attività. Non bisogna pensare che, in natura, tutto si produca meccanicamente; non è così, ogni cambiamento è dovuto all'opera di entità incaricate di occuparsi dei minerali o dei vegetali, degli animali o degli uomini.

Il 21 settembre ha luogo l'equinozio d'autunno, al quale presiede l'Arcangelo Michele. Il sole entra nel segno della Bilancia, dando così inizio a un nuovo ciclo.
I frutti cadono dagli alberi, abbandonano i loro involucri, mentre i semi vengono selezionati per essere consumati o conservati; più tardi essi saranno piantati nella terra affinché il ciclo ricominci. Ma questo lavoro di separazione, di cernita che si fa in natura non riguarda unicamente la vegetazione: esso concerne anche l'essere umano.
Come il frutto si separa dall'albero e il seme dal frutto, l'anima si separa dal corpo.
Il corpo corrisponde all'involucro e l'anima al seme che viene seminato in alto, in Cielo. Il giorno in cui sarà maturo, il frutto che è l'uomo non dovrà cadere in terra come il seme di una pianta, ma volarsene verso il Cielo.

E l'autunno è il periodo nel quale deve avvenire questa separazione di cui parla Ermete Trismegisto quando dice: «Tu separerai il sottile dal denso con grande abilità». Separare il sottile dal denso vuol dire separare lo spirituale dal materiale. Durante l'autunno tale processo di separazione si realizza in tutta la natura per preparare la nuova vita. Come l'Arcangelo Michele viene a separare l'anima dal corpo, così l'Iniziato lascia morire in sé una materia per liberare la vita. L'Arcangelo Michele separa l'anima dal corpo perché l'anima deve viaggiare, visitare altri mondi dello spazio e non rimanere eternamente sulla terra.
La separazione è una legge della vita. Ecco quindi che cosa dobbiamo imparare dall'Arcangelo Michele: la selezione, il discernimento, l'apprendere a separare il puro dall'impuro, l'utile dall'inutile, il nocivo dal salutare, la cosa morta da quella viva. E la causa di tutte le sventure è proprio la mancanza della capacità di discernimento.

Le forze presiedute dall'Arcangelo Michele sono forze di equilibrio, di giustizia, quindi di discernimento tra il buono e il cattivo in vista di liberare ciò che è bene e di trasformare ciò che è male. Ma il bene e il male sono così strettamente uniti che non li si può separare prematuramente senza provocare lacerazioni. L'arte di separare i contrari è la più difficile che ci sia; ed è in natura che gli Iniziati si sono istruiti in quest'arte. Non è facile separare la noce dal suo mallo, ma la natura sa come farlo: essa lascia maturare il frutto, il mallo si apre da solo e la noce si libera. Lo stesso dicasi per il bimbo nel ventre di sua madre: esso è strettamente collegato alla madre e non lo si può strappare prematuramente, altrimenti sarebbe la morte per entrambi. Se invece si aspetta, il frutto giunge a maturazione e, a quel punto si può recidere il legame che univa la madre e il bambino. Questa separazione è il simbolo della maturità. Vi ricordate della parabola del Vangelo sulla zizzania e sul buon grano?

Il tempo della mietitura è quello in cui i frutti sono maturi. Bisogna quindi aspettare quel momento per separare il male dal bene, e tale separazione sarà operata dall'Arcangelo Michele.
Sarà l'Arcangelo Michele colui che rivestirà il ruolo principale nella purificazione della terra. Nel corso dei secoli, una moltitudine di esseri nocivi hanno riversato sulla terra un'immensa quantità di forze distruttrici, forze che si sono accumulate in un serbatoio prendendo la forma di un mostro chiamato Drago o Serpente. E' lui quello di cui si dice che... seduce le nazioni, porta fuori strada i figli di Dio e provoca tutte le sventure dell'umanità. Questa egregora è di una potenza smisurata. Solo l'Arcangelo Michele è in grado di vincere quest'egregora.
Con l'aiuto del suo esercito, realizzerà ciò che da secoli le moltitudini implorano dal Creatore. Ecco perchè dobbiamo collegarci all'Arcangelo Michele, chiedergli la sua protezione e la possibilità di operare con lui per accrescere la sua vittoria. La luce trionferà sulle tenebre: è stato predetto e così sarà. Perchè non partecipare a quell'evento? I figli di Dio che saranno iscritti nel numero di coloro che avranno partecipato al combattimento dell'Arcangelo Michele, il Genio del Sole, questa potenza di Dio tra le più luminose, riceveranno il bacio dell'Angelo del fuoco. Tale bacio non li brucerà ma li illuminerà !

Omraam Mikhaël AÏvanhov

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 Archeometra, dal greco il suo significato è misura del Principio, è il monumento più ammirevole, nel campo dell'Esoterismo, che sia mai stato elevato alla gloria del Verbo Universale.

È uno strumento sintetico applicabile a tutte le manifestazioni del Verbo, che permette di ricondurre tutte al loro Principio comune e di rendersi conto del posto che esse occupano nell'Armonia Universale; è in una parola un relatore ciclico, codice cosmogonico di alti studi religiosi, scientifici e artistici.
Niente nell'Archeometra è arbitrario: i diversi elementi vi si trovano posti in modo rigorosamente matematico...
La sintesi che esso comporta non può essere espressa in un sistema qualsiasi che sarebbe necessariamente una formula chiusa.
È una chiave sintetica che permette di determinare il valore intrinseco di ogni sistema filosofico, scientifico o religioso e di riallacciarlo all'Albero universale della Scienza o della Tradizione.
La base numerica dell'Archeometra è il duodenario, sebbene questo duodenario sia generato da un ternario.
Esso è composto da diverse zone concentriche di corrispondenti che mostrano i rispettivi rapporti dei colori, dei pianeti, dei segni zodiacali, delle note musicali, dei caratteri alfabetici e infine, dei numeri.
La parte centrale della figura rappresenta quattro triangoli equilateri intrecciati inscritti in un cerchio, e formano dodici vertici o punti ad ognuno corrisponde un determinato colore.
Al primo triangolo corrispondono i tre colori fondamentali così disposti: il giallo al vertice, il blu a destra della base e il rosso a sinistra.
Al secondo triangolo capovolto corrispondono i tre colori intermediari formati dal miscuglio dei colori fondamentali due a due e così distribuiti: il violetto (rosso + blu), al vertice; l'arancione (rosso +giallo) a sinistra; infine a destra il verde (giallo+blu).
Negli altri due triangoli disposti ugualmente in modo simmetrico rispetto ai primi due e i cui vertici occupano i punti mediani, corrispondono altri colori intermediari sempre prodotti dalla mescolanza, due a due di colori immediatamente vicini.
Al centro c'è il bianco, sintesi di tutti i colori; è la regione dell'Unità principiale.
Al di fuori dei diversi cerchi che costituiscono l'Archeometra è presupposto il nero che è l'assenza di ogni luce e di conseguenza di ogni colore: è la regione delle Tenebre Esteriori.
I quattro triangoli di cui parliamo sono quelli dei quattro elementi: il primo, il cui vertice è in alto, Terra: il secondo, il cui vertice è in basso, Acqua; il terzo, il cui vertice è a sinistra, Fuoco; il quarto, il cui vertice è a destra, Aria.
I dodici segni dello Zodiaco corrispondono tre a tre ai quattro elementi presi nel seguente odine: Fuoco, Terra, Aria, Acqua.
Questi dodici segni sono domicili dei sette pianeti; ogni pianeta ha un domicilio diurno e uno notturno, ad eccezione del Sole e della Luna che non hanno che un solo domicilio ciascuno.
Si vede che i triangoli del Fuoco e del'Aria contengono tutti i pianeti diurni, e che i triangoli della Terra e dell'Acqua contengono tutti i pianeti notturni; è importante notare che quest'ultimi sono esattamente i due triangoli principali.
Ogni pianeta è situato di fronte al segno zodiacale nel quale esso ha il suo domicilio; considerando successivamente ciascuno dei pianeti nei suoi domicili, nei suoi rapporti con i colori, ecco le corrispondenze ottenute:
Saturno notturno, nel Capricorno, Giallo.
Saturno diurno, nell'Acquario, Giallo-Arancione.
Giove diurno, nel Sagittario, Giallo-Verde.
Giove notturno, nei Pesci, Arancione.
Marte notturno, nello Scorpione, Verde.
Marte diurno, nell'Ariete, Rosso-Arancione.
Venere diurna, nella Bilancia, Blu-Verde.
Venere notturna, nel Toro, Rosso.
Mercurio diurno, nella Vergine, Blu.
Mercurio notturno, nei Gemelli, Rosso-Violetto.
Il Sole diurno, nel Leone, Blu-Violetto.
La luna notturna, nel Cancro, Violetto.
Ad ogni pianeta, ad eccezione del Sole e della Luna, corrispondono due colori: sono i colori degli ossidi dei metalli che corrispondono agli stessi pianeti, ogni metallo avendo generalmente almeno due ossidi; d'altronde sono anche i colori della maggior parte dei sali degli stessi metalli.
Le corrispondenze dei metalli con i pianeti sono le seguenti :
Sole - Oro
Luna - Argento
Saturno - Piombo
Giove - Stagno
Marte - Ferro
Venere - Rame
Mercurio - Argento-vivo
Queste corrispondenze date dall'Archeometra per i colori non concordano con quelle che si indicano comunemente.
Questa divergenza trae origine dal fatto che i colori dati dall'Archeometra si riferiscono piuttosto all'aspetto dei metalli stessi.
Tratto da "L'Archeometra" di René Guenon
http://nellanimoantico.blogspot.it/2015/09/larcheometra-corrispondenze-tra-pianeti.html



Manipura deriva dalle due parole sanskrite: mani, che significa gioiello, e pura, che significa città.
Perciò letteralmente manipura significa “città dei gioielli”.
Nella tradizione tibetana questo chakra è conosciuto come mani padma, che significa “loto ingioiellato”.
Manipura è un centro molto importante per quanto riguarda il risveglio di kundalini shakti. Esso è il centro del dinamismo, dell’energia, della volontà e della conquista, ed è spesso paragonato al calore e all’energia abbagliante del sole, senza il quale la vita sulla terra non esisterebbe.
http://suryanamaskara.altervista.org/blog/2014/02/07/riflessione-sui-centri-psichici-manipura-chakra/

Da notare le somiglianze tra il Chakra Manipura e il simbolo presente sul torace del noto supereroe della Marvel Supermen 




 



La Chiesa rappresenta l'Arca di Noè.Traghettatrice delle anime disperse in mare,nelle acque primordiali della madre.Come raffigurato nello stemma :

Foto web: http://soscollemaggio.com/images/stories/Linsostenibile_Parte4/image140.gif




Archetipo della vita
Archetipo dell'amore e della vita, Venere nel suo percorso tra la Terra e il Sole disegna una stella a cinque punte perfettamente regolare,[1] che i pitagorici, cultori della musica delle sfere, vedevano riflessa nelle forme vegetali della natura: ogni segmento del pentagramma infatti risulta suddiviso dagli altri in una sezione aurea, rinvenibile nei numeri e nelle geometrie delle piante.[2]

Nella foto seguente il pentagramma disegnato da Venere secondo la visuale geocentrica della Terra, situata al centro di esso, e del cerchio tracciato dal Sole

https://it.wikipedia.org/wiki/Venere_(astrologia)



L'Obelisco
Ci viene da chiedere se collocare un obelisco in un punto determinato della città sia un puro atto decorativo oppure se esso sottenda qualcosa di più "sottile". Perché, ad es., praticamente ogni città inglese, dalla più grande e importante al più piccolo villaggio ne ha almeno uno eretto in qualche punto strategico dell’assetto urbano?

La spiegazione può sussistere nel fatto che un obelisco ha un’importanza simbolica fondamentale che è connessa alle "energie della terra", espressione del principio attivo e fecondante che penetra e irradia l’elemento passivo e fecondato. Come simbolo solare, l’obelisco ha una forte caratterizzazione maschile, ed infatti non a caso la sua forma alta e imperiosa richiama ovviamente l’elemento fallico. L’alternarsi del sole e delle stagioni provocava nell’antico Egitto gli straripamenti del fiume Nilo, che al suo ritirarsi lasciava sull’arida sabbia una limo altamente fertilizzante, di colore scuro, che rendeva la terra fertile e coltivabile, assicurando così la vita e la sopravvivenza della comunità. Questa terra nera, che nell’antico egizio si chiamava al-kemya (con l’articolo al- preposto), ha dato il nome alla disciplina ermetica dell’Alchimia, che ne riprende simbolicamente il principio (la prima fase della Grande Opera è detta nigredo, o "fase al nero", ed è quella in cui la Prima Materia, di colore nero, deve putrefarsi per potersi in seguito trasformare – morte per la rinascita – ed è anche la "morte mistica" dei filosofi, e tante altre allegorie similari).

Dunque l’obelisco è l’elemento fallico inserito all’interno della terra, principio femminile, simbolo del grembo, o utero, della Madre Terra. Così eretto, l’obelisco diventa il tramite per la ricongiunzione delle energie della terra ("telluriche", spesso simboleggiate dalla figura di un serpente) con quelle del cielo ("cosmiche", spesso simboleggiate da un uccello o da un semplice paio d’ali). Questa unione simbolica delle energie ha assunto nelle varie filosofie ed epoche simboli differenti; uno di questi è certamente il Caduceo, o verga alata di Mercurio, una staffa sulla quale sono avvolti dei serpenti che dal basso risalgono verso l’alto. Al termine della staffa vi è sovente un paio d’ali, a sottolineare questa sublimazione energetica, e una sfera dorata, simbolo della nuova conoscenza acquisita.

Tornando all’obelisco, dunque, questo elemento, posto in corrispondenza di uno dei punti nodali della città, contribuisce favorevolmente alla sublimazione delle energie del luogo e apporta benessere e fertilità a tutta la regione. Esso, dunque, svolge la stessa funzione di quelle pietre di forma conica o ovoidale che erano poste negli antichi templi oracolari (gli omphaloi, termine anch’esso derivato dal greco, plurale del sostantivo οµφαλος, omphalos, che vuol dire "ombelico"), come quello, celeberrimo, di Delfi.

Non solo: allo stesso medesimo scopo servivano (e servono) anche tutti gli altri elementi architettonici che abbiano sviluppo verticale: campanili, minareti, torri, colonne e steli, così come gli archi a sesto acuto delle cattedrali gotiche, studiati per assolvere la stessa funzione all’interno di un edificio sacro.



http://www.angolohermes.com/Simboli/Obelisco/obelisco.html



“ CON L’ACQUA SI LAVANO LE VESTI ; LA MENTE SI LAVA CON LA VERITA’ E CON L’INNOCENZA L’ANIMA ; L’INTELLETTO SI LAVA CON LA CONOSCENZA.”
(SAGGEZZA HINDU’)
“UNA VITA SENZA RICERCA NON E’ DEGNA DI ESSERE VISSUTA.”
(SOCRATE)’

Il Mandala degli otto sentieri:












Inno all'Aton (tomba di Ay ad Amarna)
 
Tu sorgi amabile all’orizzonte del cielo, o vivente Aton, principio della vita.
Quando sorgi all’alba dall’oriente, tu riempi ogni terra della tua bellezza.
I tuoi raggi abbracciano la terra nella sua piena estensione da te creata, perché tu sei Ra e tu raggiungi i suoi confini e la sottometti al tuo prediletto figlio.
Tu sei lontano, e tuttavia i tuoi raggi arrivano sulla terra.
Tu sei nella vista degli uomini, anche se le tue vie ci sono sconosciute.
Quando ti posi all’orizzonte occidentale, la terra cade nel buio alla maniera della morte.
Gli uomini trascorrono le loro notti in casa col corpo coperto, e l’occhio non vede il suo compagno.
Le loro ricchezze potrebbero essere rubate, anche se le tengono sotto la testa.
Ogni leone esce dal suo covo e i serpenti mordono.
L’oscurità é l’unica luce e la terra tace quando il creatore riposa nella sua dimora.
La terra splende quando tu sorgi all’orizzonte dell’est e come Aton brilli nel trascorrere del giorno.
Tu scacci la notte allorché protendi in avanti i tuoi raggi.
Le due terre sono in festa.
Esse si svegliano e si levano in piedi perché tu le hai sollevate.
Esse lavano le loro membra, vi pongono sopra le vesti e levano le braccia in adorazione al tuo apparire.
Tutta la terra si pone al lavoro.
Tutto il bestiame sta in pace nei suoi pascoli.
Gli alberi e le piante crescono verdi.
Gli uccelli volano dai loro nidi, con le ali [alzate] in lode al tuo spirito.
Tutti gli animali saltano sulle loro zampe, tutta la creazione alata vive quando tu ti sei levato per essa.
Le barche risalgono e discendono il fiume.
Tutte le vie sono aperte al tuo albeggiare.
Il pesce del fiume salta alla tua presenza.
I tuoi raggi sono nel mezzo del mare.
Tu sei colui che fa concepire le donne in modo da assicurare la discendenza dell’uomo, colui che da la vita al fanciullo nel ventre della madre, che lo conforta in modo che non pianga mentre vi sta racchiuso.
Tu sei la matrice, anche nel ventre, colui che da l’alito per vivificare tutto ciò che ha creato.
Quando il fanciullo esce dal corpo nel giorno della nascita, tu apri completamente la sua bocca e fornisci il sostentamento.
Quando il pulcino pigola entro il guscio dell’uovo, tu gli dai il fiato che lo sostiene la dove è racchiuso.
Tu stabilisci il termine entro cui dovrà cessare di stare nell’uovo, cosi che esso romperà il guscio e uscirà fuori per testimoniare il suo completamento, mentre correrà intorno sulle sue due zampe allorché sarà uscito.
Come sono multiformi le tue opere.
Esse sono nascoste alla vista degli uomini, o unico dio, simile al quale non ve ne è nessun altro.
Tu hai foggiato la terra secondo il tuo desiderio allorché eri solo.
Tutti gli uomini, tutti gli animali grandi e piccoli, tutti quelli che sono sulla terra correndo sui propri piedi o che con le loro ali si levano verso l’alto.
E le terre di Siria, del Kush e dell’Egitto; tu collochi ogni uomo al suo posto e soddisfi i suoi bisogni.
Ciascuno riceve il suo sostentamento e i suoi giorni sono numerati.
Essi parlano lingue diverse e diverse sono le loro qualità; essi s differenziano per il colore, perché tu hai distinto le nazioni.
Tu produci le acque sotto la terra e tu le fai scorrere a tuo piacimento per sostenere la gente d’Egitto cosi come lo hai fatto vivere per te, o divino signore di ogni terra, per cui splendi, disco Aton della luce del giorno, grande nella tua maestà.
Anche di tutte le lontane terre straniere; tu hai creato la loro vita.
Tu hai collocato un Nilo nel cielo, il quale vien giù per esse e inonda le montagne, come se fosse mare, affinché siamo irrigati i campi dei loro villaggi.
Come eccelsi sono i tuoi disegni, o signore della eternità.
Un Nilo nel cielo e il tuo dono agli stranieri e agli animali delle loto terre; ma il vero Nilo sgorga sotto la terra d’Egitto.
I tuoi raggi nutrono ogni campo, e quando tu splendi essi vivono e crescono per te.
Tu fai le stagioni per sostenere tutto quello che hai creato; l’inverno per rinfrescarlo, il calore dell’estate affinché possa provare
Tu hai creato il cielo lontano per poter contemplare tutto quello che hai fatto quando eri solo, apparendo sotto il tuo aspetto di Aton vivente, innalzandoti e splendendo in alto.
Tu fai sgorgare da te milioni di forme, città, villaggi, campi, stalle, il fiume.
Tutti gli occhi ti vedono innanzi a loro, perché sei Aton e splendi ogni giorno su tutto quello che hai creato.
Tu sei mel mio cuore, ma non c’e nessun altro che ti conosca tranne tuo figlio, Akhen-Aton.
Tu lo hai creato saggio nei tuoi piani e nella tua potenza.

Fonte: Giuseppe Nibar Barresi - Dai Faraoni ai Costruttori -Tipheret - 2010 (a sua volta tratto da Aldred C. AkhenAton, Il faraone del sole.Nweton & Compton, 1987)




E vidi fra settentrione e oriente qualcosa come un monte altissimo, pieno di tenebre verso nord e pieno di luce verso est, cosicché né la luce poteva toccare le tenebre, né le tenebre potevano toccare la luce. E udii una voce dal cielo che mi diceva: Attraverso le cose visibili e temporali si manifestano quelle che sono invisibili ed eterne"

Hildegardis Liber Scivias (ed. A. Führkötter, A. Carlevaris, "Corpus Christianorum - Cont. Mediaevalis" vol. XLIII A/B, Turnholti, Brepols, 1978): "Visio tertia primae partis"
Il visibile e l'invisibile] H ildegard von Bingen: Il grande uovo cosmico




La simbologia della divinità BA nella religione Egizia
È l'essenza soggetta alla permanenza nei mondi spirituali. Esso poteva moltiplicarsi in relazione alla potenza del suo detentore.Il Ba usciva dal corpo del defunto e vi ritornava a mummificazione avvenuta.


La divinità BA degli Egizii e la simbologia dell'Aquila

Secondo l'antica visione aria della vita, l'immortalità è qualcosa di privilegiato: non significa semplice sopravvivenza alla morte, ma partecipazione eroica e regale allo stato di coscienza che definisce la divinità olimpica. Fissiamo alcune corrispondenze.
La veduta ora accennata circa l'immortalità è anche propria alla antica tradizione egizia. Solo una parte dell'essere umano è destinata ad una esistenza eterna celeste in stati di gloria - il cosidetto Ba. Ora, questa parte nei geroglifici egizi è raffigurata appunto come un'aquila o uno sparviero (per le condizioni di ambiente, lo sparviero qui è il surrogato dell'aquila, l'appoggio più prossimo offerto dal mondo fisico per esprimere la stessa idea). È sotto forma di sparviero, che nel rituale contenuto nel Libro dei Morti l'anima trasfigurata del morto incute spavento agli stessi dèi e può pronunciare queste parole superbe: "Io son sorto a similitudine di sparviero o di aquila divina ed Oro mi ha fatto partecipe secondo simiglianza dello spirito suo, a che prenda possesso di quel che nell'altro mondo corrisponde ad Osiride". Questo retaggio superterreno corrisponde esattamente all'elemento olimpico. Infatti nel mito egizio Osiride è una figura divina che corrisponde allo stato primordiale "solare" dello spirito, il quale, dopo aver subito alterazione e corruzione (uccisione e dilaceramento di Osiride), viene restau rato da Oro. Il morto consegue l'indiamento immortalante partecipando  della forza restauratrice di Oro, che riconduce ad Osiride, che provoca il "risorgere" o il "ricomporsi" di Osiride
Tratto da ; "Il simbolismo dell'aquila"
di Julius Evola 




Source Image : http://www.britishmuseum.org/images/070610_ani.jpg

Anubi

Protettore delle necropoli,aveva il compito di accompagnare il Ba (anima del morto) oltre le porte della Duat, nel mondo dell'aldilà. Illuminando il cammino con la Luna che teneva nel suo palmo, conduceva l'anima del defunto nella Sala delle due Verità, davanti al tribunale degli dei. Qui, insieme allo scriba Thot ne pesava il cuore.

 Protettore della sacra terra della necropoli, aveva il compito di accompagnare il Ba del defunto davanti al tribunale supremo degli dei, così come narrato nel "Libro dei morti", illuminando il cammino con la Luna tenuta nel palmo della mano. In questo caso diveniva la forma sincretica del dio Upuat che significa "Colui che apre la strada" ed era anche assimilato all'altra divinità canide Khentamentyu ossia "Colui che è a capo della necropoli".

http://www.geometriefluide.com/pagina.asp?cat=divinita-egitto&prod=anubi


 
Foto: Trionfo di Galatea (Raffaello, 1511)https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/20/Galatea_Raphael.jpg/525px-Galatea_Raphael.jpg

Gli Esseri Elementali
Ad un livello vibrazionale - e di coscienza - più elevato, entriamo nell'ordine delle schiere angeliche e deviche (*), dei veri e proprio Esseri di Luce che sorvegliano e guidano le forze della Natura, canalizzate e vitalizzate tramite gli esseri elementali gerarchicamente sottostanti.
Gli Esseri Elementali sono le creature che plasmate - unicamente o in maniera predominante - da uno dei quattro elementi costituitivi della Natura (Terra, Acqua, Fuoco, Aria). Nell'essere umano questi elementi vibrano in equilibrio (dis)armonico, ma gli Spiriti della Natura hanno il compito di canalizzare uno in modo specifico.
Il primo a studiare gli elementali più approfonditamente fu il medico ed alchimista svizzero Paracelso (1493-1541); questi esseri sono fatti della sostanza specifica di ogni particolare elemento, hanno un corpo astrale permanente ed un veicolo eterico che materializzano a piacimento (è attraverso questo veicolo che possono essere visti) vengono definiti "costruttori della forma" in quanto la loro specialità consiste proprio nel tradurre le forme-pensiero in forme fisiche trasformando modelli mentali in eterici e quindi in modelli fisici, ricevono ordini dai Deva superiori
 
 








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